Tokyo. Una notte. Questo è l'arco temporale in cui si svolge il racconto. Una notte, dove le vite dei sei personaggi finiranno, in qualche modo, per scontrarsi: un jazzista, una ragazza giovane e solitaria, sua sorella che vegeta in uno stato di profondo sonno, un informatico, una prostituta e la manager di un love hotel.
Primo approccio con questo autore e sono rimasta piacevolmente entusiasta. Sicuramente il finale aperto, che odio ma credo ormai non sia un segreto, non gli ha fatto guadagnare la medaglia d'oro, ma nemmeno l'ultimo posto. La lettura è scorrevole, il romanzo è diviso in capitoli di varie lunghezze, dove ci vengono presentate e man mano raccontate, le vicende e le storie personali che si celano all'interno dell'alone di mistero che accomuna tutti loro.
Tra tutti, ho amato particolarmente Mari. Una ragazza addolorata, per ciò che sta capitando a sua sorella e asociale. Per alcune sue caratteristiche, modo di pensare e relazionarsi con chi le sta di fronte, l'ho sentita vicina. Mi sono rivista in lei, in partcolar modo quando ha detto: "Ci ho messo del tempo, ma a poco a poco ho costruito una sorta di mondo mio, di questo sono convinta. Quando sono da sola in quel mio mondo, in una certa misura mi sento tranquilla". Quando ho letto questa parte, mi sono sentita capita e parte di qualcosa. Gli inglesi direbbero 'hit me', mi ha colpita, letteralmente. Come se fosse stato un proiettile e mi avesse trafitto il cuore da parte a parte.
E voi? L'avete letto?
Valentina