Il romanzo racconta la storia di Indiana e Amanda, rispettivamente madre e figlia. Quest'ultima è da sempre appassionata di omicidi e serial killer. Nel tempo libero, gioca online al gioco ispirato a Jack lo Squartatore (traduzione di Ripper), nel quale inisieme ad altri amici virtuali, prova a risolvere omicidi realmente avvenuti. Verrà aiutata anche da suo padre, poliziotto della omicidi e suo nonno, con il quale ha un buon rapporto.
La trama mi aveva intrigata sin da subito, leggendolo però, è andato via via scemando. Nonostante un inizio interessante, il racconto l'ho trovato lento, piatto e monotono con capitoli interminabi di narrazione completamente privi di dialoghi o di azione. Mi è piaciuto il modo in cui ha dedicato una sua finestra introduttiva a ogni personaggio, salvo per il fatto che, queste parentesi presentative fossero lunghe pagine e pagine.
Arrivata a più di metà libro, finalmente ho trovato ciò che cercavo. Le indagini sugli omicidi, che fino a quel momento erano solo delle brevi comparizioni, ricevono improvvisamete più spazio. A praticamente pochi capitoli dalla fine, gli eventi iniziano a susseguirsi in maniera veloce e sbrigativa. Per più di 300 pagine, i protagonisti sono in difficoltà non riuscendo a collegare gli indizi, nelle ultime 100 i misteri vengono risolti immediatamente. Per questo motivo, non ho apprezzato il finale e complessivamente il libro in generale, in quanto mi è sembrato che l'autrice volesse chiudere il romanzo il prima possibile.
In generale non è stato male, ma sicuramente non lo consiglierei agli amanti del genere.
E a voi è piaciuto?
Valentina
