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domenica 11 aprile 2021

Cleopatra


Dopo aver parlato della grande Circe, non potevo certo perdermi l'occasione di raccontarvi di un'altra donna potente e di grande rilievo: Cleopatra.

Cleopatra Tea Neotera Filopatore Netcher-Meritities nasce ad Alessandria d'Editto nel 69 a.C. da una famiglia cui membri non facevamo poi così tanta fatica ad uccidersi tra loro. Salirà finalmente al trono, ma i suoi fratelli le daranno non poco filo da torcere per rubarglielo. Dopo il suo esilio, cercherà un'alleanza in Roma per potersene riappropriare. Da questo momento in poi, conosceremo quella che è stata la grande regina d'Egitto.

Per secoli, è stata definita in mille modi: seduttrice, regina capricciosa e viziata, ingannatrice. Le hanno attribuito valanghe di soprannomi poco lusinghieri, solo perché non hanno mai accettato il fatto che fosse stata una donna a far riemergere l'Egitto, dal baratro in cui stava cadendo; perché non potevano accettare che una donna avesse sedotto due degli uomini più importanti della storia come Giulio Cesare e Marco Antonio affascinati dalla sua mente più che dalla sua bellezza; perché non possono accettare che una donna abbia ingannato Ottaviano. Cleopatra ha avuto la "sfortuna" di nascere donna e, nonostante quello che, a quei tempi e purtoppo ancora oggi, significava, è stata una donna, una regina, una madre e un'amante rispettata e rispettabile.

A differenza di Roma, in Egitto la donna era considerata, presente nella vita pubblica con diritti uguali a quelli degli uomini. In quella romana era l'esatto opposto, avevano un ruolo secondario, sottomesse all'uomo e destinate solo alla procreazione e alla cura della casa. La sua influenza è stata così immensa, che dopo la sua precoce morte, aveva solo trentanove anni, la donna romana rinacque. Ebbero finalmente la considerazione che meritavano, ma che per anni non era stata loro concessa. 

Cleopatra è stata una donna apprezzata da chiunque, amata dal suo popolo per la sua intelligenza, eleganza, generosità e per essersi presa cura della sua terra fino alla fine. Non importa quanti appellativi ancora le riserveranno, non vi sono dubbi sulla magnificienza della sua figura che l'ha resa immortale.

E voi? che ne pensate?

Valentina

lunedì 15 marzo 2021

Frida Kahlo


"Frida Kahlo non dipinse mai i propri sogni. La sua pittura non è l'espressione né l'invocazione di un desiderio: Frida Kahlo dipingeva la propria realtà". Così inizia questo nuovo volume, della collana RBA, dedicata alle donne che hanno fatto la storia. 

Dopo aver letto quello dedicato ad Audrey Hepburn, splendidamento scritto, non potevo ignorare la terza uscita indirizzata a Frida Kahlo. Nonostante già conoscessi questa donna straordinaria, leggere la sua storia completa mi ha permesso di approfondire dettagli della sua vita personale e sociale che non conoscevo affatto. 

Il 6 luglio del 1907 nasce a CoyoacánMagdalena Carmen Frieda Kahlo y Calderón. Sin da subito suo padre noterà nella piccola Frida, una personalità completamente differente non solo dalle sue sorelle, ma anche dalle altre bambine della sua età. Fin da subito, infatti, si dimostrerà sveglia, curiosa e ribelle. A distanza di anni, possiamo assolutamente affermare che suo padre ci aveva preso in pieno. 

Attraverso numerose tappe, troveremo una Frida forte e coraggiosa nonostante i vari dolori che la vita le aveva riservato. A soli 6 anni viene colpita dalla poliomeliote, ma questo sarà solo una delle disgrazie che la colpiranno, difatti, nel '25 rimane coinvolta in un grave incidente d'autobus, il quale, però, grazie a sua madre, darà inizio a quello che è stato poi il fulcro centrale della sua vita e sua salvezza: la pittura. " Aveva scoperto che nella tristezza più profonda e nel più puro dei dolori poteva germinare qualcosa di meraviglioso: è appena nata Frida la sopravvissuta, Frida la pittrice". Grazie ad essa, e non solo, Frida Kahlo, riuscirà ad andare avanti durante le dure fasi della vita, come i due aborti, i vari tradimenti di colui che più amava al mondo, suo marito e la sua battaglia contro il maschilismo, che in quegli anni regnava più forte che mai. Un mondo, che allora, vedeva l'uomo come unica fonte di risorse in tutti i campi sociali e lavorativi. Mentre la donna era destinata a cucire, accudire i figli e fare faccende di casa. 

Questo volume in particolare, mi ha toccata personalmente, non solo per la lotta all'ugualianza dei generi, ma perché ho rivisto molto del mio carattere nella piccola Frida. A causa della malattia, veniva presa in giro dai suoi compagni di classe, tanto da emarginarsi e crearsi un'amica immaginaria con la quale giocare. Forunatamente, non sarà così per sempre. Proprio nella scuola dei suoi sogni, farà amicizia con un gruppo di ragazzi che la capiranno e vedranno in lei, non un soggetto strano, ma una persona strabiliante con una personalità eccentrica e un guardaroba all'altezza del suo modo di essere. 

Frida non era diplomatica, tutt'altro, era brusca e sincera e fu questo il suo mantra. Essere sinceri con chiunque, non perdendo mai la sua essenza. Era coraggiosa e ironica. Non ha mai perso il sorriso, anche quando era costretta a letto, anche quando ha dovuto lottare per rimanere in vita, anche quando l'alcol e la morfina erano il suo rifugio per non sentire dolore, lei non ha mai smesso di prendere la vita con allegria. Quell'allegria che contagiava tutti, amici e parenti, perfino infermiere e dottori. Quell'allegria che, per fortuna, non l'ha mai abbandonata, nemmeno al suo capezzale. "Il suo retaggio ci ricorda che in questo mondo «niente vale più della risata». 

E voi? L'avete letto?

Valentina

Paulo Coelho: Il Diavolo e la Signorina Prym

"Si deve manifestare il Male, perché comprendano il valore del Bene."  Bene o Male. Quale dei due vincerà, chi il più forte? L...