Non avevo mai letto nulla di Banana Yoshimoto prima d'ora, avevo solo visto il suo nome in vari blog e pagine insta. Curiosa del suo seguito mi sono lanciata in questa mini, ma splendida, lettura. Il racconto si divide in Kitchen e Plenilunio. La protagonista, giovane ragazza giapponese, si vede costretta ad affrontare l'ennesimo lutto in famiglia, quello di sua nonna. Ormai completamente sola, viene accolta da un ragazzo e suo padre (diventato donna). E qui inizierà a pieno la sua storia, anzi, la loro. Una storia fatta di perdite, di forza e di amore. "(...) Non potevamo fare altro: la morte, che alla nostra età non avremmo dovuto conoscere così bene, era troppo pesante per noi. Può darsi che in futuro stando con me conoscerai dolori, guai, problemi ma, se vuoi, costruiamo insieme una vita complicata, ma più felice di qualsiasi vita solitaria".
Oltre al tema, affrontato in maniera brillante e commovente, ho amato da impazzire la sua penna. Ogni parola, ogni frase, ogni concetto è stato scritto in maniera divina. Mi sono persa tra le sue parole, i suoi paragoni, le sue descrizioni. Avete presente quando riascoltate una canzone, perché il pezzo che più vi interessava è passato e avete sentito di non averlo vissuto appieno? Ecco, io ho fatto così con alcuni paragrafi. Li ho riletti, gustati ancora una volta e assaporato ogni lettera. "Anche se Yuichi era lì, davanti a me, era come se in realtà fosse altrove., in un mondo diverso, all'altro capo del telefono. Era un mondo molto più azzurro di quello dove vivevo io, e somigliava al fondo del mare".
L'unica cosa che mi ha lasciata un po' perplessa è stato l'inserimento finale di 'Moonlight shadow', racconto a sè che non c'entra nulla con Kitchen. Estremamente breve, sua tesi di laurea, che le ha permesso di vincere il premio all'Università del Giappone. Altrettanto bello, e altrettanto incentrato sulla morte ma con un pizzico di fantascienza. Anche qui, ovviamente, la sua scrittura non mi ha lasciata inifferente. "La luce illuminava le strade in modo così vivido da dare quasi pena al cuore. Ombra e luce si alternavano riflettendo i lenti spostamenti delle nuvole. Era un pomeriggio di pace. Il clima era così mite che quasi mi pareva di non avere alcun problema al mondo...".
E voi? L'avete letto?
Valentina