"Sono poche le persone che amo veramente, e ancora meno quelle che stimo. Più conosco il mondo, più lo abborisco; e ogni giorno conferma la mia opinione sull'inconsistenza del carattere umano e della poca fiducia che possiamo avere in tutto ciò che può apparire merito o intelligenza". Quante volte ho letto queste frasi, e quante volte ho assaporato queste parole una ad una come se le avessi dette io nei confronti di chi le ha meritate e merita ancora. Ovviamente non potevo non leggere l'intero romanzo da cui è stato tratto il pezzo sopra citato.
Non vedevo l'ora di recensire questo romanzo, perché avevo bisogno di sfogarmi e liberarmi dal peso che ho avuto in questi giorni mentre lo leggevo. Premetto che il romanzo mi è piaciuto, MA. Sì, in maiuscolo, perché il mio "ma" è grande quanto l'Empire State Building. Sarà che avevo alte aspettative, dato come in tutti questi anni è stato descritto. La storia d'amore per eccellenza, il grande romanzo di cui tutti parlano è stato personalmente una delusione.
Mi aspettavo un amore struggente, passionale, profondo e importante, invece ho trovato una storia molto piatta senza nulla di eclatante. In quasi 400 pagine, il loro legame è raccontato in poco più di sei/sette capitoli: i primi due dove si incontrano e si detestano; i due/tre centrali, dopo non so quanti capitoli dedicati a tutt'altro, dove lui le fa la prima proposta: "Ho lottato invano. È inutile. I miei sentimenti non possono essere repressi. Dovete permettermi di dirvi che vi ammiro e vi amo ardentemente" che rifiuta, per ovvie ragioni, ma lui prontamente le consegna la lettera di chiarimento e lei cambia idea su di lui; gli ultimi due dove le rinnova la proposta e lei accetta. Fine.
Ho pensato a lungo se e come fare questa recensione, non nego che inizialmente volevo mentire dicendo di averlo amato. Ma non so mentire, non sono mai stata brava a farlo. Alla fine ho cambiato idea, principalmente perché non mi importa. Sarò forse una delle poche, ma non mi sento di definirlo uno dei romanzi d'amore più belli di sempre. Per quanto abbia trovato "Cime Tempestose" molto violento, è di gran lunga migliore. Il sentimento che lega i due protagonisti è veemente, intimo, appossianato, una connessione che si sente per tutto il romanzo. Questo è quello che credevo di trovare leggendo "Orgoglio e Pregiudizio", ed è quello che non ho trovato affatto.
Al di là della storia, ho tantissimo apprezzato il personaggio di Elizabeth. Una ragazza ironica, intelligente, sveglia e coraggiosa che non si piega alle convenzioni sociali. Affezionata a sua sorella Jane, con la quale ha una connessione mentale che non trova con nessun'altro componente della sua famiglia. Specialmente con sua madre e sua sorella minore Lydia, personaggi che ho odiato fino alla fine e che mi hanno irritata non poco.
Che questo racconto vi sia piaciuto o meno, Mr Darcy ed Elizabeth ci hanno comunque regalato pochissimi ma indimenticabili dialoghi che inevitabilmente hanno fatto la storia della letteratura, e questo devo dargliene atto. "<<Posso capire che una volta cominciata la cosa possa essere andata avanti facilmente, ma che cosa ti ha fatto innamorare all'inizio? >> <<Non posso stabilire l'ora, o il luogo, o l'atteggiamento che ne ha posto le fondamenta. È stato molto tempo fa. Ero già preso prima ancora di accorgermene>>".
Voi l'avete letto? Che ne pensate?
Valentina
