Visualizzazione post con etichetta Yoshimoto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Yoshimoto. Mostra tutti i post

mercoledì 23 febbraio 2022

Banana Yoshimoto: Il coperchio del mare



"Mi sa che noi due quest'anno siamo riuscite per bene a chiudere il coperchio del mare!". 

Secondo libro di Banana Yoshimoto e per me è no. Non mi è piaciuto per niente, scusami Yoshimoto ma l'ho trovato una noia. Prolisso all'inverosimile; pagine e pagine su riflessioni che potevano benissimo essere dimezzate; pochissimi dialoghi e quei pochi presenti erano disinteressanti e per niente stimolanti. 

Scrivo queste parole con grande sorpresa, specialmente dopo aver letto Kitchen. Romanzo che ho adorato. Quando ho iniziato questa lettura mi aspettavo di immergermi nelle stesse emozioni che quella penna mi aveva suscitato, mi aspettavo di farmi cullare dalle sue parole così poetiche, persuasive ed emozionanti. Invece no, niente di tutto ciò.

Un punto in comune è stata ancora una volta la morte. Come in Kitchen, anche qui un personaggio affronta il trauma, la morte di un parente e anche in questo caso era la nonna. Questo avvenimento spingerà i genitori della ragazza a suggerirle di trascorrere l'estate da una loro amica. Qui Hajime conoscerà Mari e la sua famiglia, che l'aiuteranno ad affrontare il lutto in maniera più serena. 

Mi sarebbe piaciuto vedere di più il loro rapporto, iniziato con una certa reticenza da parte di Mari, fino a diventare quasi indispensabili l'una per l'altra. Avrei voluto vedere una crescita personale tra le ragazze, ma così non è stato. Ho trovato il tutto molto affrettato e dato per scontato. 

Ma diamo a Cesare quel che è di Cesare, l'ultimo capitolo è valso l'attesa. Nell'ultimo Mari riflette in maniera generale su quanto la vita sia breve e quanto poco la gente si soffermi ad ammirarla. Abbiamo un grande dono e non ce ne rendiamo conto. Ogni cosa, ogni piccolo dettaglio dovrebbe anche solo farci venire voglia di ringraziare per essere nati: la brezza marina, le foglie, il profumo del caffè..."Se tutte le persone riuscissero a creare un contatto così profondo con le cose che succedono attorno a loro credo che il mondo forse risplenderebbe di un'unica grande luce (...)". Come darle torto.

E voi? L'avete letto?

Valentina

lunedì 22 novembre 2021

Banana Yoshimoto: Kitchen




"I grandi personaggi nel loro semplice esistere emettono luce e rischiarano lo spirito di chi sta loro accanto. Così, quando si spengono, inevitabilmente scende un'ombra pesante."
Credo che grazie a queste parole sia semplice comprendere il fulcro centrale di questo piccolo libro. La morte.

Non avevo mai letto nulla di Banana Yoshimoto prima d'ora, avevo solo visto il suo nome in vari blog e pagine insta. Curiosa del suo seguito mi sono lanciata in questa mini, ma splendida, lettura. Il racconto si divide in Kitchen e Plenilunio. La protagonista, giovane ragazza giapponese, si vede costretta ad affrontare l'ennesimo lutto in famiglia, quello di sua nonna. Ormai completamente sola, viene accolta da un ragazzo e suo padre (diventato donna). E qui inizierà a pieno la sua storia, anzi, la loro. Una storia fatta di perdite, di forza e di amore. "(...) Non potevamo fare altro: la morte, che alla nostra età non avremmo dovuto conoscere così bene, era troppo pesante per noi. Può darsi che in futuro stando con me conoscerai dolori, guai, problemi ma, se vuoi, costruiamo insieme una vita complicata, ma più felice di qualsiasi vita solitaria". 

Oltre al tema, affrontato in maniera brillante e commovente, ho amato da impazzire la sua penna. Ogni parola, ogni frase, ogni concetto è stato scritto in maniera divina. Mi sono persa tra le sue parole, i suoi paragoni, le sue descrizioni. Avete presente quando riascoltate una canzone, perché il pezzo che più vi interessava è passato e avete sentito di non averlo vissuto appieno? Ecco, io ho fatto così con alcuni paragrafi. Li ho riletti, gustati ancora una volta e assaporato ogni lettera. "Anche se Yuichi era lì, davanti a me, era come se in realtà fosse altrove., in un mondo diverso, all'altro capo del telefono. Era un mondo molto più azzurro di quello dove vivevo io, e somigliava al fondo del mare". 

L'unica cosa che mi ha lasciata un po' perplessa è stato l'inserimento finale di 'Moonlight shadow', racconto a sè che non c'entra nulla con Kitchen. Estremamente breve, sua tesi di laurea, che le ha permesso di vincere  il premio all'Università del Giappone. Altrettanto bello, e altrettanto incentrato sulla morte ma con un pizzico di fantascienza. Anche qui, ovviamente, la sua scrittura non mi ha lasciata inifferente. "La luce illuminava le strade in modo così vivido da dare quasi pena al cuore. Ombra e luce si alternavano riflettendo i lenti spostamenti delle nuvole. Era un pomeriggio di pace. Il clima era così mite che quasi mi pareva di non avere alcun problema al mondo...". 

E voi? L'avete letto?

Valentina

Paulo Coelho: Il Diavolo e la Signorina Prym

"Si deve manifestare il Male, perché comprendano il valore del Bene."  Bene o Male. Quale dei due vincerà, chi il più forte? L...