E l'ho fatto caro Ale. L'ho fatto e hai avuto ragione. È stata una bella storia. Mi hai trasportata in maniera semplice, mai banale e/o noiosa in uno spettacolare viaggio.
Tra improbabili e molto curiosi personaggi, sbuca colui che poi darà il nome al monologo teatrale e al quale dedicheranno uno dei film italiani più celebri.
"Negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto" e ho visto dei personaggi fragili ma forti allo stesso tempo. Capaci di vivere per anni in mezzo all'Oceano con la paura nel cuore, la paura di una realtà più grande di loro. La paura di non farcela al di là di quella dannata scaletta che li divide dalla terra ferma, ma sempre con un pizzico di speranza nell'animo e l'America negli occhi.
La scrittura fluida e leggera mi ha accompagnata per tutto il monologo, il protagonista mi ha tenuta incollata alle pagine come stesse parlandomi in prima persona. Mi ha commossa ed emozionata fino alla fine.
"Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla" e allora a me non resta che ringraziare per averla raccontata.
E voi che ne pensate? L'avete letto?
Valentina

Nessun commento:
Posta un commento