mercoledì 9 marzo 2022

Paulo Coelho: Il Diavolo e la Signorina Prym



"Si deve manifestare il Male, perché comprendano il valore del Bene." 

Bene o Male. Quale dei due vincerà, chi il più forte? L'uno o l'altro? O nessuno dei due? Queste le domande che mi sono posta insieme a Prym e lo Straniero durante la lettura di questo breve romanzo.

Primissimo libro letto di questo autore, finalmente, e non mi ha assolutamente delusa. Non posso sbilanciarmi dicendo 'mi piace molto come scrittore' dato che, ripeto, non avevo mai letto niente di lui, ma non mi è affatto dispiaciuto.  

Come accennato prima il tema centrale su cui si basa il racconto è la lotta suprema tra due concetti, due forze che da sempre muovono il mondo: il Bene e il Male. Per 170 pagine ho trattenuto il fiato aspettandomi il peggio, con la speranza che non accadesse, perché in fondo mi ci sono affezionata agli abitanti di Viscos, a chi più a chi meno. Per 170 pagine mi sono chiesta cosa avrebbe fatto la signorina Prym, avrebbe ceduto? Avrebbe fatto vincere il Male? "Chantal si rese conto di avere scoperto una persona pericolosa quanto lo Straniero: se stessa." E lo Straniero? Sarebbe rinsavito? 

Questi i dubbi che vagavano nella mia testa, la suspence che cresceva fino al momento fatidico: la scelta. Lì forse le mie aspettative avevano raggiunto livelli altissimi, fatto sta che il finale non mi ha entusiasmata. Dopo tutto quel lavoro, mi è sembrato un filino superficiale e sbrigativo, quasi volesse finire il romanzo in fretta e furia. 

Finale affrettato a parte, rimane un romanzo che fa riflettere. Che pone al centro l'individuo e ti chiede se davvero nessuno è senza peccato, se davvero tra noi qualcuno si salva o se alla fine della giornata siamo tutti miseramente uguali. 

E voi? L'avete letto?

Valentina


 

mercoledì 23 febbraio 2022

Banana Yoshimoto: Il coperchio del mare



"Mi sa che noi due quest'anno siamo riuscite per bene a chiudere il coperchio del mare!". 

Secondo libro di Banana Yoshimoto e per me è no. Non mi è piaciuto per niente, scusami Yoshimoto ma l'ho trovato una noia. Prolisso all'inverosimile; pagine e pagine su riflessioni che potevano benissimo essere dimezzate; pochissimi dialoghi e quei pochi presenti erano disinteressanti e per niente stimolanti. 

Scrivo queste parole con grande sorpresa, specialmente dopo aver letto Kitchen. Romanzo che ho adorato. Quando ho iniziato questa lettura mi aspettavo di immergermi nelle stesse emozioni che quella penna mi aveva suscitato, mi aspettavo di farmi cullare dalle sue parole così poetiche, persuasive ed emozionanti. Invece no, niente di tutto ciò.

Un punto in comune è stata ancora una volta la morte. Come in Kitchen, anche qui un personaggio affronta il trauma, la morte di un parente e anche in questo caso era la nonna. Questo avvenimento spingerà i genitori della ragazza a suggerirle di trascorrere l'estate da una loro amica. Qui Hajime conoscerà Mari e la sua famiglia, che l'aiuteranno ad affrontare il lutto in maniera più serena. 

Mi sarebbe piaciuto vedere di più il loro rapporto, iniziato con una certa reticenza da parte di Mari, fino a diventare quasi indispensabili l'una per l'altra. Avrei voluto vedere una crescita personale tra le ragazze, ma così non è stato. Ho trovato il tutto molto affrettato e dato per scontato. 

Ma diamo a Cesare quel che è di Cesare, l'ultimo capitolo è valso l'attesa. Nell'ultimo Mari riflette in maniera generale su quanto la vita sia breve e quanto poco la gente si soffermi ad ammirarla. Abbiamo un grande dono e non ce ne rendiamo conto. Ogni cosa, ogni piccolo dettaglio dovrebbe anche solo farci venire voglia di ringraziare per essere nati: la brezza marina, le foglie, il profumo del caffè..."Se tutte le persone riuscissero a creare un contatto così profondo con le cose che succedono attorno a loro credo che il mondo forse risplenderebbe di un'unica grande luce (...)". Come darle torto.

E voi? L'avete letto?

Valentina

venerdì 18 febbraio 2022

Charles Bukowski: Post office


"Magari scrivo un romanzo, pensai. E lo scrissi".
La fa facile Buk, a sentire lui sembra che chiunque possa sedersi e scrivere un libro. Di certo lui di sti problemi non ne ha mai avuti. Sarà che sono di parte, dato che è il mio scrittore preferito, ma io ancora una volta l'ho divorato.

So che non molti hanno apprezzato il suo primo romanzo autobiografico, non ora almeno, contrariamente in quegl'anni che lo portò a fama internazionale. Bukowski ci introduce per la prima volta il suo alter ego: Henry Chinaski. Ritroviamo gli ambienti e le caratteristiche che lo hanno reso celebre come le corse dei cavalli; i bar; le donne e il tanfo di alcol e povertà, ma in un ambiente che lo stesso autore conosce bene avendoci lavorato lui stesso per più di dieci anni, le poste. 

Uno dei motivi per il quale amo questo autore, è sempre stato il modo in cui scrive. Come se ti stesse parlando e ho ritrovato questà particolarità anche qui. Non leggevo, non stavo sfogliando delle pagine, ero seduta ad un bar e Bukowski mi stava raccontando stralci della sua vita prima di diventare uno scrittore di successo. Potevo quasi sentire odore di whisky. 

"Cominciò per errore", incipit del romanzo. Un errore, che lo ha portato a lavorare lì per gran parte della sua vita, anche se a lui di lavorare in quel posto non gliene fregava niente. Lo odiava, ragion per cui si è licenziato un paio di volte. Odio e disprezzo che non ha mai nascosto, nemmeno ai suoi superiori. Non c'è una trama vera e propria, ma attraverso il suo alter ego si racconta, tra fantasia e realtà.

Se stai cercando una lettura leggera cambia romanzo, ma se cerchi qualcosa scritta in maniera sublime, se cerchi qualcosa di schietto, crudo e violento allora sei nel posto giusto. Perché Bukowski è questo, potrà non essere amato e capito da molti, ma è sicuramente amato da me. E mi basta.

E voi? L'avete letto?

Valentina

lunedì 14 febbraio 2022

Madeline Miller: Galatea


"Il fondo dell'oceano era sabbioso e morbido come un cuscino. Mi ci sono adagiata e ho dormito". Chi non conosce la storia di Galatea? Anche solo per sentito dire? Ecco, in caso non la conosceste, questa è l'occasione giusta. 

Terzo romanzo di questa incredibile scrittrice, e come mi aspettavo, non mi ha lasciata indifferente la sua innata capacità di raccontare i miti greci. Il mito in questione è, come già citato, Galatea; statua trasformata in donna per soddisfare i desideri del suo scultore Pigmalione, il quale la vuole muta ed obbediente. Solo una bellissima donna dalla quale ricavare piacere, anche carnale. 

Detto questo, non so nemmeno come spiegarvi il modo in cui mi abbia toccato questo romanzo. Non perché abbia vissuto in maniera diretta una relazione tossica, fortunatamente, ma perché molte donne lì fuori l'hanno fatto, e lo fanno tutt'ora. Questo romanzo mi ha letteralmente strappato il cuore con le mani, me l'ha tirato, stritolato e rimesso al suo posto completamente sfatto. Più lo leggevo, e più facevo fatica a continuare. Troppo crudele, troppo triste e purtoppo troppo reale. 

Nessuno, e ripeto nessuno, ha il permesso di toccarvi o di parlarvi come non vorreste. Solo voi siete padrone del vostro corpo e della vostra mente, voi e nessun altro. Sicuramente, il discorso non vale solo per noi donne, ma ahimè le principali vittime in questa società siamo noi. 

Difficilmente mi capita di piangere per un film, a meno che non ci siano animali, ancor più arduo è farmi piangere con un libro. Questo però, è stato uno di quelli che c'è riuscito. Commovente, straziante e scorrevole. Per non parlare poi delle magnifiche illustrazioni di Ambra Garlaschelli, che aiutano ad entrare con anima e corpo nella storia. 

Spero con tutto il cuore che queste mie semplici parole e questo romanzo, vi aiutino a denunciare la violenza fisica e verbale che voi, o qualcuno a voi vicino sta subendo. Se così fosse, rivolgetevi a chi può aiutarvi come 'Anti-violenza donna' 1522 o 'Telefono rosa' 06.3751.8282

E voi? L'avete letto?

Valentina





martedì 8 febbraio 2022

Murakami: After dark


"A notte fonda, il tempo scorre a modo suo, - fa il barista strofinando un fiammifero e accendendosi una sigaretta. - Andare controcorrente non serve a nulla."

Tokyo. Una notte. Questo è l'arco temporale in cui si svolge il racconto. Una notte, dove le vite dei sei personaggi finiranno, in qualche modo, per scontrarsi: un jazzista, una ragazza giovane e solitaria, sua sorella che vegeta in uno stato di profondo sonno, un informatico, una prostituta e la manager di un love hotel. 

Primo approccio con questo autore e sono rimasta piacevolmente entusiasta. Sicuramente il finale aperto, che odio ma credo ormai non sia un segreto, non gli ha fatto guadagnare la medaglia d'oro, ma nemmeno l'ultimo posto. La lettura è scorrevole, il romanzo è diviso in capitoli di varie lunghezze, dove ci vengono presentate e man mano raccontate, le vicende e le storie personali che si celano all'interno dell'alone di mistero che accomuna tutti loro. 

Tra tutti, ho amato particolarmente Mari. Una ragazza addolorata, per ciò che sta capitando a sua sorella e asociale. Per alcune sue caratteristiche, modo di pensare e relazionarsi con chi le sta di fronte, l'ho sentita vicina. Mi sono rivista in lei, in partcolar modo quando ha detto: "Ci ho messo del tempo, ma a poco a poco ho costruito una sorta di mondo mio, di questo sono convinta. Quando sono da sola in quel mio mondo, in una certa misura mi sento tranquilla". Quando ho letto questa parte, mi sono sentita capita e parte di qualcosa. Gli inglesi direbbero 'hit me', mi ha colpita, letteralmente. Come se fosse stato un proiettile e mi avesse trafitto il cuore da parte a parte. 

E voi? L'avete letto?

Valentina

venerdì 21 gennaio 2022

Afrodite: la primavera dell'amore


"Poiché quando ama davvero ognuno si lascia trascinare dalla passione, talvolta Afrodite è legata alla sfera della follia, di una follia speciale, però, quella di chi è innamorato". Queste le parole di Giulio Guidorizzi, nella sua breve introduzione della dea per eccellenza, Afrodite.

Dopo una breve introduzione, il libro si apre finalmente a quello che è il racconto del mito. Partendo dalla sua nascita "Generata dall'afrore del mare, dal bianco ribollire che è insieme onda e sperma.", proseguendo poi per tutte le vicende che la vedono protagonista. Troppe da citare. La spiegazione del mito in sè è sicuramente interessante, ma un po' caotica. 

Finito il racconto, ho trovato piacevoli le pagine dedicate alla genealogia e antologia della dea. Ci viene dato un quadro completo del mito al di là del mito stesso. Poesie, sculture, quadri, poemi dedicati alla dea dell'amore, della sensualità e molto altro. Una dea sanguinosa e potente, affascinante e temuta, desiderata e venerata. "Afrodite immortale, che siedi/ sopra il trono intarsiato,/ figlia di Zeus, tessitrice d`inganni/ ti supplico: non domare il mio cuore/ con ansia, tormenti, o divina,/ vienimi accanto, come una volta/ quando udito il mio grido lontano/ mi hai ascoltata: giungesti (...). "

Voi? L`avete letto?

Valentina

lunedì 22 novembre 2021

Banana Yoshimoto: Kitchen




"I grandi personaggi nel loro semplice esistere emettono luce e rischiarano lo spirito di chi sta loro accanto. Così, quando si spengono, inevitabilmente scende un'ombra pesante."
Credo che grazie a queste parole sia semplice comprendere il fulcro centrale di questo piccolo libro. La morte.

Non avevo mai letto nulla di Banana Yoshimoto prima d'ora, avevo solo visto il suo nome in vari blog e pagine insta. Curiosa del suo seguito mi sono lanciata in questa mini, ma splendida, lettura. Il racconto si divide in Kitchen e Plenilunio. La protagonista, giovane ragazza giapponese, si vede costretta ad affrontare l'ennesimo lutto in famiglia, quello di sua nonna. Ormai completamente sola, viene accolta da un ragazzo e suo padre (diventato donna). E qui inizierà a pieno la sua storia, anzi, la loro. Una storia fatta di perdite, di forza e di amore. "(...) Non potevamo fare altro: la morte, che alla nostra età non avremmo dovuto conoscere così bene, era troppo pesante per noi. Può darsi che in futuro stando con me conoscerai dolori, guai, problemi ma, se vuoi, costruiamo insieme una vita complicata, ma più felice di qualsiasi vita solitaria". 

Oltre al tema, affrontato in maniera brillante e commovente, ho amato da impazzire la sua penna. Ogni parola, ogni frase, ogni concetto è stato scritto in maniera divina. Mi sono persa tra le sue parole, i suoi paragoni, le sue descrizioni. Avete presente quando riascoltate una canzone, perché il pezzo che più vi interessava è passato e avete sentito di non averlo vissuto appieno? Ecco, io ho fatto così con alcuni paragrafi. Li ho riletti, gustati ancora una volta e assaporato ogni lettera. "Anche se Yuichi era lì, davanti a me, era come se in realtà fosse altrove., in un mondo diverso, all'altro capo del telefono. Era un mondo molto più azzurro di quello dove vivevo io, e somigliava al fondo del mare". 

L'unica cosa che mi ha lasciata un po' perplessa è stato l'inserimento finale di 'Moonlight shadow', racconto a sè che non c'entra nulla con Kitchen. Estremamente breve, sua tesi di laurea, che le ha permesso di vincere  il premio all'Università del Giappone. Altrettanto bello, e altrettanto incentrato sulla morte ma con un pizzico di fantascienza. Anche qui, ovviamente, la sua scrittura non mi ha lasciata inifferente. "La luce illuminava le strade in modo così vivido da dare quasi pena al cuore. Ombra e luce si alternavano riflettendo i lenti spostamenti delle nuvole. Era un pomeriggio di pace. Il clima era così mite che quasi mi pareva di non avere alcun problema al mondo...". 

E voi? L'avete letto?

Valentina

lunedì 4 ottobre 2021

Francesca Barbieri: Vivi ogni giorno come se fosse il primo



Ho pensato a lungo a come iniziare questa recensione. Ho esitato e divagato, sperando di fare ordine ai mille pensieri che vagavano nella mia mente. Ma non ce l'ho fatta e continuo a credere non ci sia una parola precisa o una frase giusta per aprire questo post. Perciò taglio la testa al toro e scelgo di dare la parola a colei che continua ad essere al centro dei miei pensieri in questi giorni, a colei che con la sua straziante storia e commuoventi parole, continua a perseguitarmi.
"La vita è troppo bella per buttarla via, dobbiamo viverla al massimo. Tutto ciò che facciamo, con cui riempiamo le nostre giornate, è un grande regalo. Non dovremmo sprecare le occasioni che la vita ci offre e non dovremmo mai smettere di cercarne di nuove."

Francesca Barbieri con questo toccante libro ci porta attraverso un lungo viaggio, il suo. Classe '83 nasce a San Prospero, vegetariana da sempre, apre il suo blog di viaggi nel 2009. Quello che doveva essere solo un "diario di bordo" personale, diventa ben presto famoso e seguito. Esattamente un anno dopo la brutta notizia del cancro al seno, Francesca decide di riscattarsi e di realizzare il suo sogno: girare il mondo da sola. Una vita passata a raccontare con semplicità e simpatia ogni posto che visitava, ma con l'Australia nel cuore. Era quasi al termine del suo viaggio, quando il male le si è ripresentato travolgendola e cambiando i suoi piani, costringendola a tornare in patria. Questo non l'ha però scalfita, con la sua grande forza di volontà è andata avanti, cercando ogni giorno un buon motivo per svegliarsi al mattino. 

In queste pagine, la travel blogger ci parlerà di tutti quei posti che ha visitato durante la sua avventura. Asia, Oceania ed Europa, dove scopriremo il suo 'bisogno' (come lei stessa dice) della mia terra: la Puglia. "Ogni tanto ho bisogno di Puglia.(...) Ho bisogno dei suoi sapori, della burrata, dell'olio EVO, della pizza di Bari, dei taralli(...)E poi la luce, la luce abbagliante che rimbalza sulle pareti bianche e rende i colori più intensi che mai, e mi ricorda ogni volta il cielo d'Australia."

L'Australia, colei che compare in ogni frase e in ogni suo desiderio, il desiderio di tornarci. Quel desiderio talmente forte che le dà la forza per continuare le cure. Non risco a dirvi quanto questo libro mi abbia conquistata e rapita, ma soprattutto commossa. Sì, perché la sua storia fa riflettere, ti fa capire quanto l'uomo sia superficiale. Molte volte non ci rendiamo conto della fortuna che abbiamo, anche solo essere vivi. E quante opportunità sprecate a causa dei troppi 'ma', quante occasioni perdute seguite troppo spesso da 'e se'. Francesca cerca, e riesce perfettamente nel suo intento, di mandare un unico messaggio. Non c'è che una vita sola e abbiamo il diritto di viverla a pieno. "Io vorrei che voi da oggi prendeste la vita a morsi, prendeste boccate di felicità, anche per me, perché io avrei dovuto farlo di più e forse dovreste farlo anche voi."

Ovunque tu sia, grazie Fraintesa.

P.S. Ascoltate "Save your tears for another day" mentre leggete questa recensione, lei avrebbe voluto così. Lei avrebbe apprezzato.

E voi? L'avete letto?

Valentina


martedì 28 settembre 2021

Fitzgerald: Al di qua del Paradiso




 "...Oh, perché son nata femmina? Perché non sono una stupida? Guardati là: tu sei più stupido di me, non di molto, ma un po' sì, eppure puoi scavezzarti, andare qua o là, e, quando ti stufi, cambiar posto, e puoi spassartela con le ragazze senza lasciarti prendere in trappole sentimentali... insomma puoi fare qualsiasi cosa e venir giustificato... Io invece! eccomi qua, con un cervello che mi consentirebbe di fare qualsiasi cosa, e, tuttavia sono legata alla nave naufraganda di un futuro matrimonio. Fossi nata di qui a cent'anni, sarebbe un altro discorso, ma, oggi come oggi, cosa c'è in serbo per me?".
Chi dice a Eleanor che dopo quei cent'anni di cui parlava, le cose per noi donne (purtoppo) non sono cambiate?

Nel 1920 Francis Scott Fitzgerald pubblica il suo primo romanzo ampiamente autobiografico, riscuotendo successo e divenendo un best seller per le generazioni dell'epoca. Non vi è una trama vera e propria, è più che altro una serie di racconti e dialoghi, che ricordano momenti e persone della sua vita. Ogni personaggio è, infatti, riconducibile a una persona reale, un ezempio è Zelda, presentata nel romanzo come Rosalind. Lo scritto, attraverso gli occhi del protagonista Amory Blaine, affronta temi quale la gioventù e tutto ciò che ne consegue. Lo seguiremo attraverso tutta la sua vita, fino a età adulta dove comprenderà che nulla è certo. Tutto si muove, niente rimane così in eterno. "<< Conosco me stesso>>, disse, << ma questo è tutto>>".

Tralasciando il finale aperto, che odio profondamente, è innegabilmente un buon libro. Ma per gusti personali, non lo definirei ottimo, specie dopo aver letto "Il Grande Gatsby". Romanzo sicuramente affascinante e in alcuni casi coinvolgente, leggendolo ti sale la curiosità di sapere come i personaggi si evolveranno, cosa decideranno di fare e come affronteranno le scelte che gli si presentano davanti agli occhi. A volte, però, lento e dispersivo. Descrizioni lunghe e superflue che portano a poco e niente. Nonostante questo mio sfogo, penso sia comunque uno di quei classici da leggere prima o poi nella vita.

Voi che ne pensate? L'avete letto?

Valentina



domenica 20 giugno 2021

Edgar Allan Poe: William Wilson



"Lasciate che mi presenti, per ora, come William Wilson. La bella pagina sotto la mia penna non dev'essere macchiata dal mio vero nome." Così si presenta a noi il protagonista di questa breve storia scritta dal celebre Edgar Allan Poe. 

Il racconto si apre con il protagonista già citato, in procinto di morire, che racconterà di come è arrivato a quel momento di totale distruzione, partendo dalla sua infanzia, fino al fatidico incontro con il suo omonimo. Il suo sosia gli recherà vari problemi sbeffeggiandolo e intromettendosi in ogni sua azione e attimo della vita, solo per il piacere di farlo. Fino al giorno fatidico del loro scontro, dove accade qualcosa di inaspettato e altrettanto sconvolgente. "Hai vinto, e io cedo. Eppure, d'ora in avanti sei morto anche tu. Morto per il Mondo, il Cielo e la Speranza! In me sei esistito e nella mia morte, attraverso quest'immagine che è la tua, guarda fino a che punto hai ucciso te stesso". 

Il romanzo affronta un tema particolare e, a parer mio, poco trattato nei nostri tempi: il doppelgänger o doppio. In questo caso specifico, il suo doppio non è altro che la sua versione migliorata. Questo spiega lo stato d'animo del protagonista durante tutta la sua storia. Il vero William Wilson non solo non accetta che il suo doppio lo imiti, negli atteggiamenti e nell'abbigliamento, ma non sopporta che sia migliore di lui. Quando inizierà ad abusare di alcool o a giocare d'azzardo, il suo sosia ostacolerà prontamente i suoi piani. Tali azioni lo porteranno a compiere il gesto estremo, ritrovandosi faccia a faccia con la verità. 

Intrigante, interessante, curioso e misterioso, pagina dopo pagina. Assolutamente da leggere.

E voi? Lo avete letto?

Valentina 


mercoledì 26 maggio 2021

Tiziano Terzani: Un indovino mi disse


"Una buona occasione nella vita si presenta sempre. Il problema è saperla riconoscere e a volte non è facile". Queste le parole iniziali di Tiziano Terzani, autore e protagonista del suo viaggio.

Quello che doveva essere solo l'ennesimo viaggio di lavoro, grazie ad un indovino che lo avvisa di non prendere l'aereo nel '93, diventa un'esperienza straordinaria. Terzani, difatti, seguirà il consiglio e con l'aiuto di treni, navi, auto e a piedi, attraverserà la sua amata Asia. Ci racconterà di come anche le terre più incontaminate dalla tecnologia, dal denaro e non solo, si sono dovute modernizzare, perdendo ciò che di magico e naturale avavano ancora, nonostante il passare degli anni. "Che brutta invenzione il turismo! Una delle industrie più malefiche! Ha ridotto il mondo a un enorme giardino d'infanzia, a una Disneyland senza confini". 

Ci porterà di paese in paese per parlare con gli indovini, per capire quest'arte in alcuni posti ancora molto diffusa, del buddhismo e tanto altro ancora. Tutto grazie all'indovino di Hong Kong. L'autore vedrà la terra che ama con occhi diversi, da una prospettiva diversa e ci accompagnerà nel suo viaggio mano nella mano in ogni piccolo passo. 

Devo assolutamente ringraziare la persona che mi ha consigliato questo autore, e la ragazza alla Feltrinelli per avermi suggerito questo libro in particolare. Nonostante non sia il mio genere, l'ho trovato istruttivo, gratificante e mi ha aiutata ad aprire la mente. Non solo sull'Asia, ma sul modo di vedere il mondo in generale. Con più calma e più attenzione. "Con la decisione di non volare m'ero ridato tempo: il tempo di fermarmi, di guardare attorno, di riflettere". 

mercoledì 12 maggio 2021

CONSIGLI DI LETTURA


In questa settimana ho avuto parecchie cose da fare, perciò non sono riuscita a divorare il libro, che attualmente sto leggendo, nei miei soliti tempi. Ovviamente non voglio lasciare il mio blog, e pagina Instagram, senza contenuti. Detto questo ho pensato di introdurre una nuova "rubrica"(?), un nuovo spazio dedicato alle classifiche personali.

Ogni qualvolta che tarderò con le recensioni per motivi x, mi piacerebbe proporvi idee letture random. Quest'oggi ho pensato di iniziare col botto. Da amante dei classici, non potevo non consigliarvi alcuni dei miei preferiti. Ho dovuto restringere la cerchia a dieci, altrimenti finisco per farvi un post lungo venti pagine. 

Come potete vedere nell'immagine allegata, questa è la mia personalissima top 10, in ordine assolutamente sparso.  

Le notti bianche: A vederlo, sembrerebbe un libricino con una storiella d'amore tipica e scontata, ma è tutt'altro. Il protagonista è un sognatore che vive distaccato dalla realtà, in totale solitudine. L'incontro con la donna, e le quattro notti passate a confessersi le loro infelicità, non faranno altro che illudere il protagonista. Ben presto infatti egli si innamorerà di lei, ma il cuore della donna è già occupato. Al termine della loro piccola avventura, il sognatore si ritroverà in uno stato peggiore, in lei aveva visto una sorta di via d'uscita dal malessere e dall'emarginazione nel quale si trovava. :

Novecento: Questo libro, anche lui molto piccolo, è stato colui che ha dato il via al mio blog, è difatti il primo post che ho pubblicato. Travolgente e commuovente. La sua trasposizione cinematografica "La leggenda del pianista sull'oceano", è sicuramente degna della pièce teatrale. 

Il piccolo principe: Che ve lo dico a fare? Romanzo strabiliante. Una storia commuovente e profonda. Una metafora del senso della vita, dell'amicizia e dell'amore. Raccontata in maniera semplice e delicata.

Il grande Gatsby: Romanzo di grandissimo successo. Verrete trasportati nell'america degli anni '20 fatta di lustrini e balli, dove reganava una società fatta di apparenze e ipocrisie. Raccomandatissimo anche il film con DiCaprio, il quale riesce a rappresentare a pieno l'affascinante protagonista e la sua ossessione per Daisy.

Sogno di una notte di mezza estate: Un romanzo composto da cinque atti dove vengono raccontati quattro intrecci. In un mondo fantastico, Shakespeare ci presenta le storie e le passioni degli innamorati che si sviluppano e si intrecciano in modo assurdo.  Tutto ciò si svolge durante una notte di luna piena, dove i personaggi si comportano senza apparente controllo, proprio come in un sogno.

Il buio oltre la siepe: Avete presente quelle liste di lettura che, ogni anno, durante le vacanze estive, vi presenta il vostro professore? Ecco, in una di quelle era presente questo libro, ed io, attratta dal titolo e dalla trama, l'ho immediatamente letto. Dopo un caso di cronaca, l'autrice decide di scrivere questo romanzo nel quale denuncia le condizioni di ingiustizia che subiscono le persone di colore. Accadeva nel 1960 e Harper Lee racconta di una situazione che, purtoppo, ancora oggi è presente nel mondo. 

I dolori del giovane Werther: Credo sia uno dei romanzi più struggenti e strazianti che io abbia mai letto. Perdutamente innamorato di una donna già promessa a qualcun'altro, il protagonista cerca in un gesto estremo, la pace di cui ha bisogno. La storia ci mette a nudo la fragilità e la complessità dell'essere umano, che arriva ad annullarsi per qualcosa e/o qualcuno che ama. 

Narciso e Boccadoro: Mi sono ritrovata a leggere questo romanzo alle 04:00 nella cucina del mio appartamento a Londra. Ricordo il sonno che ad un certo punto si è fatto sentire, ma non riuscivo proprio a scollarmi da questo libro. Una storia di grande amicizia e non solo. Da un lato Narciso, pensatore e saggio; dall'altro Boccadoro un viaggiatore, dedito alla passione e all'istinto, un uomo alla ricerca di se stesso, della conoscenza e del mondo. Nonostante il lungo periodo che li porterà ad essere distanti, il loro legame rimarrà forte e indissolubile. 

Il ritratto di Dorian Gray: Capolavoro. Non saprei come altro descrivere questo romanzo, capolavoro assoluto della letteratura. Un giovane bellissimo e affascinante, innamorato di se stesso, perderà ben presto il controllo della sua vita. Un quadro che doveva "solo" preservargli la sua bellezza, diventa la sua ossessione, accecandolo completamente. Una storia che mette in luce non solo il contrasto tra gioventù e vecchiaia, ma quello tra un animo puro e uno malvagio. 

Madame Bovary: Ho conosciuto questo romanzo a scuola, e ricordo che mi aveva molto incuriosita in negativo la protagonista. Per questo ho voluto approfondire, leggendomi l'intero libro.  Dopo averlo letto, ho completamente cambiato idea su di lei. Non giustifico le sue sue azioni, perché un tradimento è pur sempre un atto spregevole, ma comprendo quello che provava. Bovary non tradisce il marito solo perché non lo ama, lo tradisce perché è infelice della sua vita. Nel suo mondo fatto di romanzi d'amore; dove le protagoniste conducono una vita meravigliosa, sempre piena d'impegni e con un uomo che le stimola e le aiuta in ogni loro decisione, Madame Bovary si ritrova, invece, a dover vivere una vita che non vuole, con un compagno che non ama. Ricercherà quindi questa agognata felicità e spensieratezza di cui ha bisogno in altri uomini, che immancabilmente la deluderanno. 

E voi? Li avete letti?

Valentina

venerdì 7 maggio 2021

Nicolas Barreau: Lettere d'amore da Montmartre


"Una lettera ogni anno che ho vissuto. Promittemelo, Julien"
, questo l'ultimo desiderio di Hélène. Prima di morire chiede all'uomo che ama e che amerà per sempre, anche da lassù, di raccontarle com'è il mondo senza di lei, di parlarle di lui e di loro figlio, Arthur. Trentatré lettere. 

Scrittore di un bestseller, Julien si ritrova a dover accudire da solo suo figlio di quattro anni, che al contrario suo, gli dà forza e lo incoraggia a sorridere di nuovo. Nonostante i suoi dubbi iniziali e la sua riluttanza, alla fine Julien decide di scriverle quelle lettere, liberandosi e sfogando il suo dolore, troppo forte per essere accantonato e dimenticato attraverso un flusso di parole scritte nere su bianco. "Vieni, mia amata, che io t'abbia ancora come allora, a maggio".

Ben presto però, queste lettere diventeranno l'aiuto di cui aveva bisogno, la sua ancora di salvezza. Grazie a queste lettere, difatti, il protagonista riuscirà a trovare speranze in quel sentimento che aveva ormai seppellito insieme alla sua amata. 

Un romanzo che mi ha catturata sin dall'inizio grazie alla sua scrittura scorrevole. Un libro che affronta un tema importante, profondo e pesante come la perdita di una persona cara, e lo fa con una leggerezza d'animo che ti spinge a non arrenderti dinanzi ai dolori e alle avversità che la vita ci pone ogni giorno. Perché Julien è tutti noi, ha perso qualcuno, ma ha capito che perdere una persona non significa dover perdere anche noi stessi. Sarà un lungo processo, ma va fatto, affinchè tu possa poi sentirti meglio e ricominciare a vivere. "Però il mio posto è qui, Hélène, e il tuo è a Montmartre, o da qualche parte tra le stelle". 

E voi? L'avete letto?

Valentina


lunedì 3 maggio 2021

Mathias Malzieu: La meccanica del cuore



Era il 1874, nella notte più fredda del mondo, in cima alla collina più alta di Edimburgo, quando Madeleine stava aiutando il piccolo Jack a sopravvivere, mettendogli gli ingranaggi di un orologio a cucù sul suo cuore. 

Dopo essere stato abbandonato dalla sua giovane mamma, la levatrice Medeleine, vista da molti come una strega, si prenderà cura di questo ragazzino dai capelli rossi, allevandolo come un figlio. Per dieci anni gli raccomanderà di fare attenzione all'amore, perché potrebbe ucciderlo "Uno, non toccare le lancette. Due, domina la rabbia. Tre, non innamorarti, mai e poi mai...". Inevitabilmente però, questo accade. Little Jack, così soprannominato da tutti coloro che vengono aiutati da Medeleine, coloro che ormai considera la sua famiglia, incrocierà per la sua strada Miss Acacia. Per la quale si innamorerà follemente, attraversando l'Europa pur di ritrovarla. 

Jack sin da subito dovrà affrontare l'altra faccia della medaglia; perché l'amore non è tutto rose e fiori, ma anche dolore, gelosia e disperazione. 

Romanzo leggero, a tratti noioso, ma curioso e affascinante. La storia, in alcune occasioni commovente, ti porta ad affezionarti ad alcuni personaggi e ad odiarne altri, come la stessa Miss Acacia. Con una delicatezza quasi infatile, ci mostra le fasi di crescita ed innamoramento, senza mai perdere un colpo, se non per alcuni capitoli ridondanti e lenti. Se vi piacciono le favole un po' gotiche e dark, allora fa per voi.

E voi? L'avete letto? 

Valentina

giovedì 29 aprile 2021

Toshikazu Kawaguchi: Finché il caffè è caldo


"L'importante è bere il caffè prima che si raffreddi" queste le parole di Kazu, che ripete come un mantra, con lo sguardo severo, ad ogni cliente che si siede a quella sedia.

In un minuscolo bar, situato in Giappone, vigono alcune fondamentali regole per chi, come i protagonisti di questo romanzo, vuole rivivere un momento particolare della propria vita. Il romanzo è suddiviso in quattro sezioni, ognuna delle quali focalizzate su un personaggio diverso, ma in qualche modo tutti uniti tra loro. Ognuno di essi, al termine di questo viaggio, imparerà che ciò che è davvero importante non è il passato, bensì il presente. Perché ciò che è stato non puoi più cambiarlo, ma puoi cambiare il tuo ora, l'istante che stai vivendo, hai ancora una possibilità per rimediare, ed è quella che non devi lasciarti sfuggire ancora una volta. 

Romanzo con una trama originale, sviluppato bene, con storie e risvolti interessanti, e personaggi descritti bene. Ma, per quanto ammetta che mi sia piaciuto, credo che il grande successo ottenuto sia un po' troppo, rispetto a quello che è il romanzo. Sicuramente leggerò il sequito, tuttavia mi aspettavo di più.

Nonostante ciò, ho molto apprezzato il messaggio, la morale del libro. Molto spesso il presente viene dato per scontato, per questo affidiamo tutta la responsabilità al nostro io futuro. Sperando che possa aggiustare quello che non va ora, sperando possa capire quello che noi non abbiamo ancora compreso. Purtoppo però, non ci rendiamo conto che dipende da noi, che possiamo ancora risolvere l'irrisolvibile prima che sia troppo tardi. Il momento è adesso, sfruttalo.

E voi? L'avete letto?

Valentina


 

 

domenica 25 aprile 2021

Charles Bukowski: E così vorresti fare lo scrittore


"(...)quando sarà veramente il momento, e se sei predestinato, si farà da sé e continuerà finché tu non morirai o morirà in te. Non c'è altro modo. E non c'è mai stato." Così termina la prima poesia di questa raccolta, quella che dà senso al titolo del libro.

Bukowski vuole fare chiarezza, urla, con tutto il fiato che quella dannata macchina da scrivere gli ha dato, che scrivere non è roba per tutti. Se non ti viene da dentro, se devi sforzarti, se devi metterti seduto e costringerti, allora non farlo. Non fa per te, perché se così non fosse non dovresti fare sforzi. Se è destino che tu debba diventare uno scrittore, un giorno, quando meno te lo aspetti, quando sarà il tuo momento, lo diventerai. 

Leggendo questo libro, verrebbe da pensare che non sia opera sua. Completamente differente dal suo solito registro, con quest'opera ci offre un altro lato del suo essere. Sicuramente i tratti che lo contraddistinguono non mancano, ma tira fuori tante emozioni che per hanni ha nascosto dietro scenari che lo hanno reso famoso.

Molteplici sono i ricordi di vita, debolezze, ironici dilemmi esistenziali e racconti di infanzia rubata "(...) la cinghia colpì di nuovo e allora capii perché avrei voluto volare... volare attraverso i muri, volare direttamente fuori dalla finestra, in qualsiasi posto pur di non essere lì". Sicuramente un registro diverso da quello a cui siamo abituati, ma non per questo meno caratteristico ed emozionante.

Ancora una volta Bukowski ci tira e ci coinvolge nel suo mondo fatto di sarcasmo e cinismo, e lo fa con la consapevolezza di essere il migliore. "Pochissimi scrittori sanno come finire una poesia come questa, ma io sì."

Voi che ne pensate?

Valentina

giovedì 22 aprile 2021

Michele Serra: Gli sdraiati


"Non so cosa darei per potermi sedere con te, in un momento qualunque della nostra vita, davanti allo stesso paesaggio, e condividere in silenzio la forma e l'ordine". Queste le parole del narratore. Un padre single che deve crescere suo figlio ormai diciottenne, con il quale fatica ad avere rapporti. Un figlio troppo occupato a vedere la sua porzione di mondo attraverso i cristalli liquidi del cellulare e ad ascoltare la musica dalle sue cuffiette. 

L'autore attraverso gli occhi del Padre ci racconta il mondo degli "orizzontali". Degli giovani perennemente stravaccati sul divano, rinchiusi nel loro mondo. Ci parla del rapporto padre/figlio fatto di complessità, di incomprensioni, di conflitti e sensi di colpa. Tutto questo in chiave comica. Il padre non farà altro che educare suo figlio, dicendo cose stupide, ma padroneggiando un lessico solenne, e incoraggiarlo a recuperare il loro rapporto invitandolo, numerose volte in svariate maniere, a passeggiare in montagna.

Mi sento in dovere di consigliarvelo. Assolutamente da leggere. Leggero, intimo e piacevole. Si legge in poche ore, ma vi resta addosso come una seconda pelle. La sua scrittura ironica mi ha fatta sorridere e commuovere. Riflessioni profonde raccontate con la massima scioltezza, mai noioso e/o banale. Nonostante i tre racconti differenti: il rapporto tra padre figlio; estratti di un racconto che lo stesso autore ci racconta di voler scrivere, infine, la passeggiata in montagna; non l'ho mai trovato incasinato o caotico. In poco più di 100 pagine, ci presenta quelli che sono due mondi opposti ma entrambi importanti e fondamentali.  

Voi che ne pensate? L'avete letto?

Valentina

mercoledì 21 aprile 2021

Jane Austen: Orgoglio e pregiudizio


"Sono poche le persone che amo veramente, e ancora meno quelle che stimo. Più conosco il mondo, più lo abborisco; e ogni giorno conferma la mia opinione sull'inconsistenza del carattere umano e della poca fiducia che possiamo avere in tutto ciò che può apparire merito o intelligenza". Quante volte ho letto queste frasi, e quante volte ho assaporato queste parole una ad una come se le avessi dette io nei confronti di chi le ha meritate e merita ancora. Ovviamente non potevo non leggere l'intero romanzo da cui è stato tratto il pezzo sopra citato.

Non vedevo l'ora di recensire questo romanzo, perché avevo bisogno di sfogarmi e liberarmi dal peso che ho avuto in questi giorni mentre lo leggevo. Premetto che il romanzo mi è piaciuto, MA. Sì, in maiuscolo, perché il mio "ma" è grande quanto l'Empire State Building. Sarà che avevo alte aspettative, dato come in tutti questi anni è stato descritto. La storia d'amore per eccellenza, il grande romanzo di cui tutti parlano è stato personalmente una delusione. 

Mi aspettavo un amore struggente, passionale, profondo e importante, invece ho trovato una storia molto piatta senza nulla di eclatante. In quasi 400 pagine, il loro legame è raccontato in poco più di sei/sette capitoli: i primi due dove si incontrano e si detestano; i due/tre centrali, dopo non so quanti capitoli dedicati a tutt'altro, dove lui le fa la prima proposta: "Ho lottato invano. È inutile. I miei sentimenti non possono essere repressi. Dovete permettermi di dirvi che vi ammiro e vi amo ardentementeche rifiuta, per ovvie ragioni, ma lui prontamente le consegna la lettera di chiarimento e lei cambia idea su di lui; gli ultimi due dove le rinnova la proposta e lei accetta. Fine. 

Ho pensato a lungo se e come fare questa recensione, non nego che inizialmente volevo mentire dicendo di averlo amato. Ma non so mentire, non sono mai stata brava a farlo. Alla fine ho cambiato idea, principalmente perché non mi importa. Sarò forse una delle poche, ma non mi sento di definirlo uno dei romanzi d'amore più belli di sempre. Per quanto abbia trovato "Cime Tempestose" molto violento, è di gran lunga migliore. Il sentimento che lega i due protagonisti è veemente, intimo, appossianato, una connessione che si sente per tutto il romanzo. Questo è quello che credevo di trovare leggendo "Orgoglio e Pregiudizio", ed è quello che non ho trovato affatto. 

Al di là della storia, ho tantissimo apprezzato il personaggio di Elizabeth. Una ragazza ironica, intelligente, sveglia e coraggiosa che non si piega alle convenzioni sociali. Affezionata a sua sorella Jane, con la quale ha una connessione mentale che non trova con nessun'altro componente della sua famiglia. Specialmente con sua madre e sua sorella minore Lydia, personaggi che ho odiato fino alla fine e che mi hanno irritata non poco. 

Che questo racconto vi sia piaciuto o meno, Mr Darcy ed Elizabeth ci hanno comunque regalato pochissimi ma indimenticabili dialoghi che inevitabilmente hanno fatto la storia della letteratura, e questo devo dargliene atto. "<<Posso capire che una volta cominciata la cosa possa essere andata avanti facilmente, ma che cosa ti ha fatto innamorare all'inizio? >>  <<Non posso stabilire l'ora, o il luogo, o l'atteggiamento che ne ha posto le fondamenta. È stato molto tempo fa. Ero già preso prima ancora di accorgermene>>".

Voi l'avete letto? Che ne pensate?

Valentina

sabato 17 aprile 2021

Alessandra Pavone: Pensieri all'anno



"Ti racconto la mia vita: se le mie poesie niente ti fanno sentire, ben venga, da loro devi solo capire. Ti sto raccontando la mia vita, non mi devi per forza compatire (...)". Così inizia una delle prime poesie. Quella che poi racchiude un po' ciò che l'autrice ha voluto fare con questo libro: raccontare. Della sua vita, dei suoi pensieri, delle sue emozioni e sensazioni.

Diviso in quattro stagioni, ognuna delle quali precedute da delle magnifiche illustrazioni, disegnate dalla stessa scrittrice, e da Haiku: strofa d'esordio. Alla fine di ogni stagione, compare una poesia scritta in inglese. 

Attraverso "semplici" riflessioni Alessandra ci racconta quello che è il suo punto di vista, e non solo, su temi sociali. "L'uomo è succube di sé stesso (...) vuol raggiungere il traguardo illusivo, senza sapere che la realtà è inesistente"\ "Donna che combatte e non ha mai gloria". Queste sono solo alcuni versi di queste incantevoli considerazioni. 

Scritto in maniera sublime, non lascia spazio a superflui messaggi, ma al contrario, raggiunge quello che è un po' il pensiero di molti. Lei riesce, difatti, a metterlo a nudo, nero su bianco. Spogliandolo completamente e mettendoti davanti, che tu lo voglia o meno, la verità.  

C'è un verso in particolare che ho sentito mio "L'uomo è un animale, io per l'uomo non ho più parole". Quante volte l'ho pensato, quante volte avrei voluto dirlo in faccia a tutti coloro che rendono questo mondo miserabile, e quante volte non ho trovato le parole adatte. Alessandra Pavone in sole poche strofe, ha reso questo giudizio, ed altri ancora, reale. 

Arrivata a questo punto, non posso fare altro che consigliarvelo, non ve ne pentirete.

Valentina

venerdì 16 aprile 2021

Clara Sánchez: L'amante silenzioso


Un po' di tempo fa, mi è stato regalato questo splendido romanzo. Dopo aver conosciuto questa autrice attraverso
"Il profumo delle foglie di limone" e sequel, non vedevo l'ora di leggere una sua nuova storia e, con un po' di ritardo, finalmente ce l'ho fatta. 

Isabel, sotto mentite spoglie di fotografa, viene mandata in Africa, per cercare, per conto dei suoi genitori, Ezequiel. Dopo una delusione d'amore e un rapporto complicato con suo padre, decide di fuggire a Mombasa e rifugiarsi tra le parole di Maìna. Qui, lui ed altri ragazzi che come lui scappano da una vita che non vogliono più, si lasceranno abbindolare dalle parole di quest'uomo. Credendo di aver trovato finalmente la pace interiore e libertà che cercavano, chiuderanno tutti i contatti esterni. Quando finalmente arriverà Isabel e conoscerà Maìna, Ezequiel e gli altri ragazzi, capirà che c'è molto altro sotto e nel quale lo stesso Ezequiel, inconsapevolmente, è coinvolto. Isabel dovrà salvarlo. 

Non posso dire altro, altrimenti spoilero tutto e non mi sembra il caso. Dico solo che vale assolutamente la pena leggerlo. Più ci si addentra nella storia, più si aprono nuovi scenari che ti tengono con il fiato sospeso. Situazioni assurde che non sono, purtoppo, lontane dalla realtà. Dopo il suicidio di suo fratello, per simile situazione, Isabel è determinata ad aiutare questo ragazzo. Ho adorato il suo personaggio, per il coraggio che ha avuto in molte situazioni. Mi è piaciuta molto meno alla fine, quando l'autrice ha voluto infilarci in maniera, a parer mio, molto forzata, una storia d'amore nata dal nulla. 

Storie inutili a parte, sicuramente leggerò ancora altro di questa splendida scrittrice. Non a caso, Clara Sánchez è l'unica scrittrice ad aver vinto i tre più importanti premi letterari spagnoli. Descrive una realtà in cui la nostra fragilità è vittima di manipolatori senza rimorsi, dove la nostra mente è malleabile e la gente non si fa problemi a sfruttare le nostre debolezze. E la Sánchez lo fa in maniera strabiliante e irresistibile. Non riesci a staccare gli occhi dalle pagine, perché ogni storia che racconta diventa la tua storia. 

E voi? Che ne pensate?
Valentina


Paulo Coelho: Il Diavolo e la Signorina Prym

"Si deve manifestare il Male, perché comprendano il valore del Bene."  Bene o Male. Quale dei due vincerà, chi il più forte? L...