domenica 25 aprile 2021

Charles Bukowski: E così vorresti fare lo scrittore


"(...)quando sarà veramente il momento, e se sei predestinato, si farà da sé e continuerà finché tu non morirai o morirà in te. Non c'è altro modo. E non c'è mai stato." Così termina la prima poesia di questa raccolta, quella che dà senso al titolo del libro.

Bukowski vuole fare chiarezza, urla, con tutto il fiato che quella dannata macchina da scrivere gli ha dato, che scrivere non è roba per tutti. Se non ti viene da dentro, se devi sforzarti, se devi metterti seduto e costringerti, allora non farlo. Non fa per te, perché se così non fosse non dovresti fare sforzi. Se è destino che tu debba diventare uno scrittore, un giorno, quando meno te lo aspetti, quando sarà il tuo momento, lo diventerai. 

Leggendo questo libro, verrebbe da pensare che non sia opera sua. Completamente differente dal suo solito registro, con quest'opera ci offre un altro lato del suo essere. Sicuramente i tratti che lo contraddistinguono non mancano, ma tira fuori tante emozioni che per hanni ha nascosto dietro scenari che lo hanno reso famoso.

Molteplici sono i ricordi di vita, debolezze, ironici dilemmi esistenziali e racconti di infanzia rubata "(...) la cinghia colpì di nuovo e allora capii perché avrei voluto volare... volare attraverso i muri, volare direttamente fuori dalla finestra, in qualsiasi posto pur di non essere lì". Sicuramente un registro diverso da quello a cui siamo abituati, ma non per questo meno caratteristico ed emozionante.

Ancora una volta Bukowski ci tira e ci coinvolge nel suo mondo fatto di sarcasmo e cinismo, e lo fa con la consapevolezza di essere il migliore. "Pochissimi scrittori sanno come finire una poesia come questa, ma io sì."

Voi che ne pensate?

Valentina

giovedì 22 aprile 2021

Michele Serra: Gli sdraiati


"Non so cosa darei per potermi sedere con te, in un momento qualunque della nostra vita, davanti allo stesso paesaggio, e condividere in silenzio la forma e l'ordine". Queste le parole del narratore. Un padre single che deve crescere suo figlio ormai diciottenne, con il quale fatica ad avere rapporti. Un figlio troppo occupato a vedere la sua porzione di mondo attraverso i cristalli liquidi del cellulare e ad ascoltare la musica dalle sue cuffiette. 

L'autore attraverso gli occhi del Padre ci racconta il mondo degli "orizzontali". Degli giovani perennemente stravaccati sul divano, rinchiusi nel loro mondo. Ci parla del rapporto padre/figlio fatto di complessità, di incomprensioni, di conflitti e sensi di colpa. Tutto questo in chiave comica. Il padre non farà altro che educare suo figlio, dicendo cose stupide, ma padroneggiando un lessico solenne, e incoraggiarlo a recuperare il loro rapporto invitandolo, numerose volte in svariate maniere, a passeggiare in montagna.

Mi sento in dovere di consigliarvelo. Assolutamente da leggere. Leggero, intimo e piacevole. Si legge in poche ore, ma vi resta addosso come una seconda pelle. La sua scrittura ironica mi ha fatta sorridere e commuovere. Riflessioni profonde raccontate con la massima scioltezza, mai noioso e/o banale. Nonostante i tre racconti differenti: il rapporto tra padre figlio; estratti di un racconto che lo stesso autore ci racconta di voler scrivere, infine, la passeggiata in montagna; non l'ho mai trovato incasinato o caotico. In poco più di 100 pagine, ci presenta quelli che sono due mondi opposti ma entrambi importanti e fondamentali.  

Voi che ne pensate? L'avete letto?

Valentina

mercoledì 21 aprile 2021

Jane Austen: Orgoglio e pregiudizio


"Sono poche le persone che amo veramente, e ancora meno quelle che stimo. Più conosco il mondo, più lo abborisco; e ogni giorno conferma la mia opinione sull'inconsistenza del carattere umano e della poca fiducia che possiamo avere in tutto ciò che può apparire merito o intelligenza". Quante volte ho letto queste frasi, e quante volte ho assaporato queste parole una ad una come se le avessi dette io nei confronti di chi le ha meritate e merita ancora. Ovviamente non potevo non leggere l'intero romanzo da cui è stato tratto il pezzo sopra citato.

Non vedevo l'ora di recensire questo romanzo, perché avevo bisogno di sfogarmi e liberarmi dal peso che ho avuto in questi giorni mentre lo leggevo. Premetto che il romanzo mi è piaciuto, MA. Sì, in maiuscolo, perché il mio "ma" è grande quanto l'Empire State Building. Sarà che avevo alte aspettative, dato come in tutti questi anni è stato descritto. La storia d'amore per eccellenza, il grande romanzo di cui tutti parlano è stato personalmente una delusione. 

Mi aspettavo un amore struggente, passionale, profondo e importante, invece ho trovato una storia molto piatta senza nulla di eclatante. In quasi 400 pagine, il loro legame è raccontato in poco più di sei/sette capitoli: i primi due dove si incontrano e si detestano; i due/tre centrali, dopo non so quanti capitoli dedicati a tutt'altro, dove lui le fa la prima proposta: "Ho lottato invano. È inutile. I miei sentimenti non possono essere repressi. Dovete permettermi di dirvi che vi ammiro e vi amo ardentementeche rifiuta, per ovvie ragioni, ma lui prontamente le consegna la lettera di chiarimento e lei cambia idea su di lui; gli ultimi due dove le rinnova la proposta e lei accetta. Fine. 

Ho pensato a lungo se e come fare questa recensione, non nego che inizialmente volevo mentire dicendo di averlo amato. Ma non so mentire, non sono mai stata brava a farlo. Alla fine ho cambiato idea, principalmente perché non mi importa. Sarò forse una delle poche, ma non mi sento di definirlo uno dei romanzi d'amore più belli di sempre. Per quanto abbia trovato "Cime Tempestose" molto violento, è di gran lunga migliore. Il sentimento che lega i due protagonisti è veemente, intimo, appossianato, una connessione che si sente per tutto il romanzo. Questo è quello che credevo di trovare leggendo "Orgoglio e Pregiudizio", ed è quello che non ho trovato affatto. 

Al di là della storia, ho tantissimo apprezzato il personaggio di Elizabeth. Una ragazza ironica, intelligente, sveglia e coraggiosa che non si piega alle convenzioni sociali. Affezionata a sua sorella Jane, con la quale ha una connessione mentale che non trova con nessun'altro componente della sua famiglia. Specialmente con sua madre e sua sorella minore Lydia, personaggi che ho odiato fino alla fine e che mi hanno irritata non poco. 

Che questo racconto vi sia piaciuto o meno, Mr Darcy ed Elizabeth ci hanno comunque regalato pochissimi ma indimenticabili dialoghi che inevitabilmente hanno fatto la storia della letteratura, e questo devo dargliene atto. "<<Posso capire che una volta cominciata la cosa possa essere andata avanti facilmente, ma che cosa ti ha fatto innamorare all'inizio? >>  <<Non posso stabilire l'ora, o il luogo, o l'atteggiamento che ne ha posto le fondamenta. È stato molto tempo fa. Ero già preso prima ancora di accorgermene>>".

Voi l'avete letto? Che ne pensate?

Valentina

sabato 17 aprile 2021

Alessandra Pavone: Pensieri all'anno



"Ti racconto la mia vita: se le mie poesie niente ti fanno sentire, ben venga, da loro devi solo capire. Ti sto raccontando la mia vita, non mi devi per forza compatire (...)". Così inizia una delle prime poesie. Quella che poi racchiude un po' ciò che l'autrice ha voluto fare con questo libro: raccontare. Della sua vita, dei suoi pensieri, delle sue emozioni e sensazioni.

Diviso in quattro stagioni, ognuna delle quali precedute da delle magnifiche illustrazioni, disegnate dalla stessa scrittrice, e da Haiku: strofa d'esordio. Alla fine di ogni stagione, compare una poesia scritta in inglese. 

Attraverso "semplici" riflessioni Alessandra ci racconta quello che è il suo punto di vista, e non solo, su temi sociali. "L'uomo è succube di sé stesso (...) vuol raggiungere il traguardo illusivo, senza sapere che la realtà è inesistente"\ "Donna che combatte e non ha mai gloria". Queste sono solo alcuni versi di queste incantevoli considerazioni. 

Scritto in maniera sublime, non lascia spazio a superflui messaggi, ma al contrario, raggiunge quello che è un po' il pensiero di molti. Lei riesce, difatti, a metterlo a nudo, nero su bianco. Spogliandolo completamente e mettendoti davanti, che tu lo voglia o meno, la verità.  

C'è un verso in particolare che ho sentito mio "L'uomo è un animale, io per l'uomo non ho più parole". Quante volte l'ho pensato, quante volte avrei voluto dirlo in faccia a tutti coloro che rendono questo mondo miserabile, e quante volte non ho trovato le parole adatte. Alessandra Pavone in sole poche strofe, ha reso questo giudizio, ed altri ancora, reale. 

Arrivata a questo punto, non posso fare altro che consigliarvelo, non ve ne pentirete.

Valentina

venerdì 16 aprile 2021

Clara Sánchez: L'amante silenzioso


Un po' di tempo fa, mi è stato regalato questo splendido romanzo. Dopo aver conosciuto questa autrice attraverso
"Il profumo delle foglie di limone" e sequel, non vedevo l'ora di leggere una sua nuova storia e, con un po' di ritardo, finalmente ce l'ho fatta. 

Isabel, sotto mentite spoglie di fotografa, viene mandata in Africa, per cercare, per conto dei suoi genitori, Ezequiel. Dopo una delusione d'amore e un rapporto complicato con suo padre, decide di fuggire a Mombasa e rifugiarsi tra le parole di Maìna. Qui, lui ed altri ragazzi che come lui scappano da una vita che non vogliono più, si lasceranno abbindolare dalle parole di quest'uomo. Credendo di aver trovato finalmente la pace interiore e libertà che cercavano, chiuderanno tutti i contatti esterni. Quando finalmente arriverà Isabel e conoscerà Maìna, Ezequiel e gli altri ragazzi, capirà che c'è molto altro sotto e nel quale lo stesso Ezequiel, inconsapevolmente, è coinvolto. Isabel dovrà salvarlo. 

Non posso dire altro, altrimenti spoilero tutto e non mi sembra il caso. Dico solo che vale assolutamente la pena leggerlo. Più ci si addentra nella storia, più si aprono nuovi scenari che ti tengono con il fiato sospeso. Situazioni assurde che non sono, purtoppo, lontane dalla realtà. Dopo il suicidio di suo fratello, per simile situazione, Isabel è determinata ad aiutare questo ragazzo. Ho adorato il suo personaggio, per il coraggio che ha avuto in molte situazioni. Mi è piaciuta molto meno alla fine, quando l'autrice ha voluto infilarci in maniera, a parer mio, molto forzata, una storia d'amore nata dal nulla. 

Storie inutili a parte, sicuramente leggerò ancora altro di questa splendida scrittrice. Non a caso, Clara Sánchez è l'unica scrittrice ad aver vinto i tre più importanti premi letterari spagnoli. Descrive una realtà in cui la nostra fragilità è vittima di manipolatori senza rimorsi, dove la nostra mente è malleabile e la gente non si fa problemi a sfruttare le nostre debolezze. E la Sánchez lo fa in maniera strabiliante e irresistibile. Non riesci a staccare gli occhi dalle pagine, perché ogni storia che racconta diventa la tua storia. 

E voi? Che ne pensate?
Valentina


domenica 11 aprile 2021

Cleopatra


Dopo aver parlato della grande Circe, non potevo certo perdermi l'occasione di raccontarvi di un'altra donna potente e di grande rilievo: Cleopatra.

Cleopatra Tea Neotera Filopatore Netcher-Meritities nasce ad Alessandria d'Editto nel 69 a.C. da una famiglia cui membri non facevamo poi così tanta fatica ad uccidersi tra loro. Salirà finalmente al trono, ma i suoi fratelli le daranno non poco filo da torcere per rubarglielo. Dopo il suo esilio, cercherà un'alleanza in Roma per potersene riappropriare. Da questo momento in poi, conosceremo quella che è stata la grande regina d'Egitto.

Per secoli, è stata definita in mille modi: seduttrice, regina capricciosa e viziata, ingannatrice. Le hanno attribuito valanghe di soprannomi poco lusinghieri, solo perché non hanno mai accettato il fatto che fosse stata una donna a far riemergere l'Egitto, dal baratro in cui stava cadendo; perché non potevano accettare che una donna avesse sedotto due degli uomini più importanti della storia come Giulio Cesare e Marco Antonio affascinati dalla sua mente più che dalla sua bellezza; perché non possono accettare che una donna abbia ingannato Ottaviano. Cleopatra ha avuto la "sfortuna" di nascere donna e, nonostante quello che, a quei tempi e purtoppo ancora oggi, significava, è stata una donna, una regina, una madre e un'amante rispettata e rispettabile.

A differenza di Roma, in Egitto la donna era considerata, presente nella vita pubblica con diritti uguali a quelli degli uomini. In quella romana era l'esatto opposto, avevano un ruolo secondario, sottomesse all'uomo e destinate solo alla procreazione e alla cura della casa. La sua influenza è stata così immensa, che dopo la sua precoce morte, aveva solo trentanove anni, la donna romana rinacque. Ebbero finalmente la considerazione che meritavano, ma che per anni non era stata loro concessa. 

Cleopatra è stata una donna apprezzata da chiunque, amata dal suo popolo per la sua intelligenza, eleganza, generosità e per essersi presa cura della sua terra fino alla fine. Non importa quanti appellativi ancora le riserveranno, non vi sono dubbi sulla magnificienza della sua figura che l'ha resa immortale.

E voi? che ne pensate?

Valentina

martedì 6 aprile 2021

Madeline Miller: Circe


"Per tutta la vita mi sono spinta avanti, e adesso eccomi qui. Di un mortale ho la voce, che io abbia tutto il resto. Sollevo alle labbra la ciotola piena fino all'orlo e bevo" Così termina questo ennesimo capolavoro di Madeline Miller.

L'autrice è riuscita a dare voce a chi non ne ha mai avuta una: la maga Circe. Quest'ultima sin da sempre è vista come la cattiva della storia, colei che ha trasformato gli uomini in maiali. Madeline Miller, grazie alla sua scrittura scorrevole, leggera e d'impatto, ci spiega e ci pone sotto un altro punto di vista, il suo. Quello della maga più forte, coraggiosa e temeraria, colei che teneva testa agli dèi. "<<Osi minacciarmi?>> Questi dèi, pensai. Non fanno che ripetere la stessa cosa. -<<Sì>>" Ci fa comprendere le ragioni dietro le sue azioni. Personaggio sensibile, che preferisce la compagnia dei mortali a quella degli dèi, che ha sofferto durante tutta la sua vita; derisa da tutti, persino dalla sua stessa famiglia. "Dei miei figli sei sempre stata la peggiore". Una maga non particolarmente bella, dagli occhi gialli e la voce sgraziata, la <<voce da umana>> come le dirà in seguito Ermes.

Circe è figlia di Elios, dio del sole, e della ninfa Perseide, ma è completamente diversa da loro e dai suoi fratelli. Quando a causa del suo carattere eccentrico e di essere nata donna, ancor più con dei poteri in grado di spaventare gli dèi, verrà esiliata sull'isola di Eea, non si perderà d'animo. Circe darà sfogo alla sua vera essenza. Studierà, praticherà e migliorerà nel corso dei secoli la magia. Quest'ultima sarà, insieme alla natura che la circonderà per gran parte della sua vita, una fedele amica e alleata. Sarà proprio su quest'isola che farà la conoscenza di Dedalo, Odisseo, dal quale avrà un figlio, e la grande Penelope. Ma questi sono solo alcuni nomi, faremo, difatti, anche la conoscenza di Scilla, che lei stessa trasformerà in un essere spaventoso; il Minotauro e Arianna; sua nipote Medea e altri ancora.

Insomma, l'autrice ci porta attraverso quello che è un viaggio a dir poco straordinario, raccontato da una delle figure più potenti nel mondo della mitologia. Grazie a questo libro, la Miller le restituisce il riconoscimento, la potenza e la dignità che merita e di cui è stata privata troppo a lungo. 

Voi che ne pensate?

Valentina

Paulo Coelho: Il Diavolo e la Signorina Prym

"Si deve manifestare il Male, perché comprendano il valore del Bene."  Bene o Male. Quale dei due vincerà, chi il più forte? L...