domenica 28 febbraio 2021

Alessandro Baricco: Oceano mare

 


Dopo aver letto e amato "Novecento", mi sono voluta avvicinare ad un altro romanzo di Baricco: Oceano Mare

La storia si svolge, per gran parte, nella locanda Almayer, dove tutti i personaggi, con le loro differenti storie, finiscono per incrociarsi. Il tema che accomuna tutti loro però è il mare. Quest'ultimo verrà descritto, raccontato e analizzato sotto molteplici fattori a seconda del personaggio. 

Nel primo racconto, il quale a mio parere risulta più lento e meno coinvolgente, troviamo la ragazzina malata Elisewin accompagnata da Padre Pluche, il professore Bartleboom, che studia i limiti, il pittore Plasson, che cerca gli occhi del mare dipigendo con acqua di mare e la bellissima Madame Deverià, la quale è lì per "guarire" dall'adulterio. 

Nel secondo racconto, si fa riferimento al naufragio della fregata francese, nel quale 147 passeggeri affronteranno le interperie del mare cercando di sopravviverne. A bordo di una zattera, sulla quale cercheranno rifugio, riscontreremo uno scenario di violenza, morte, sofferenza, cannibalismo e altro ancora. In questo capitolo, l'autore si concentra particolarmente su due personaggi mostrandoci la vicenda attraverso i due differenti punti di vista.

Nell'ultimo capitolo, troveremo tutti i personaggi e i vari destini a cui faranno fronte. 

In generale il romanzo mi è piaciuto molto, tralasciando la prima parte che, come detto in precedenza, mi è risultata monotona e lenta. In poche pagine Baricco è riuscito ad esaltare e ad evidenziare le mille sfaccettature della natura, la quale può essere stupefacente e pericolosa a seconda da come la si vive; il destino; l'amore "Non ti ho amato per noia , per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità"; l'attesa "-Ogni tanto mi chiedo cosa mai stiamo aspettando. Silenzio. -Che sia troppo tardi, madame" e la figura femminile "Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c'è da rimanerci secchi. Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte. Sono leggere dentro. Dentro"

E voi? Che ne pensate?

Valentina

mercoledì 24 febbraio 2021

Charles Bukowski: Shakespeare non l'ha mai fatto

 


"Come fa un tizio al quale non interessa quasi niente a scrivere quasi su tutto? Be', io lo faccio" e ancora una volta il mio amato buon vecchio Buk ha avuto ragione. 

Shakespeare non l'ha mai fatto è il suo resoconto del viaggio avvenuto in Europa con Linda Lee, la sua compagna. Ritroviamo un Bukowski assonnato, sbronzo, annoiato e scorbutico anche con i suoi stessi fan, che nonostante i suoi atteggiamenti poco nella norma, continuano ad apprezzarlo e ad ammirarne i sui scritti. Un diario che offre stralci di vita, aneddoti e continue riflessioni sulla morte e sull'esistenza. 

"Dovevo tenere a breve un reading ad Amburgo. Come sempre non mi piacevano i reading di poesia; mi ubriacavo e litigavo con il pubblico.(...) Tutti i poeti che ho conosciuto, e ne ho conosciuti fin troppi, amavano tenere reading. Mi sono sempre considerato il tipo solitario, l'emarginato." Tra reading, interviste e presentazioni televisive il viaggio va avanti, ma Buk non vuole fare altro che tornarsene a Los Angeles dalla sua macchina da scrivere. Bukowski era questo: crudo, volgare e schietto ed è sempre stata qui la sua grandezza, nel dire semplicemente quello che pensava senza se e senza ma. 

Ho apprezzato particolarmente questa edizione della Feltrinelli. Le illustrazioni all'interno mi hanno coinvolta totalmente, quasi fossi realmente stata in viaggio con loro. 

"Eravamo di nuovo in America e il tassametro ticchettava metodicamente e tutto quello che dovevo fare era scriverlo ancora una volta" grazie ancora per averlo fatto Hank.

E voi? Cosa ne pensate?

Valentina 

lunedì 22 febbraio 2021

Isabel Allende: Il gioco di Ripper

 





Nel lontano 2013, questo romanzo spopolava ovunque. Lo si trovava su qualunque scaffale e da curiosa quale sono ne avevo comprato una copia mai letta, fino ad oggi.

Il romanzo racconta la storia di Indiana e Amanda, rispettivamente madre e figlia. Quest'ultima è da sempre appassionata di omicidi e serial killer. Nel tempo libero, gioca online al gioco ispirato a Jack lo Squartatore (traduzione di Ripper), nel quale inisieme ad altri amici virtuali, prova a risolvere omicidi realmente avvenuti. Verrà aiutata anche da suo padre, poliziotto della omicidi e suo nonno, con il quale ha un buon rapporto. 

La trama mi aveva intrigata sin da subito, leggendolo però, è andato via via scemando. Nonostante un inizio interessante, il racconto l'ho trovato lento, piatto e monotono con capitoli interminabi di narrazione completamente privi di dialoghi o di azione. Mi è piaciuto il modo in cui ha dedicato una sua finestra introduttiva a ogni personaggio, salvo per il fatto che, queste parentesi presentative fossero lunghe pagine e pagine.

Arrivata a più di metà libro, finalmente ho trovato ciò che cercavo. Le indagini sugli omicidi, che fino a quel momento erano solo delle brevi comparizioni, ricevono improvvisamete più spazio. A praticamente pochi capitoli dalla fine, gli eventi iniziano a susseguirsi in maniera veloce e sbrigativa. Per più di 300 pagine, i protagonisti sono in difficoltà non riuscendo a collegare gli indizi, nelle ultime 100 i misteri vengono risolti immediatamente. Per questo motivo, non ho apprezzato il finale e complessivamente il libro in generale, in quanto mi è sembrato che l'autrice volesse chiudere il romanzo il prima possibile. 

In generale non è stato male, ma sicuramente non lo consiglierei agli amanti del genere.

E a voi è piaciuto?

Valentina

mercoledì 17 febbraio 2021

Emily Brontë: Cime tempestose




"Perché egli è me, più di quanto non lo sia io. Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono uguali." Avrò probabilmente letto questa frase un trilione di volte, l'avrete sicuramente dedicata alla vostra metà almeno una volta nella vita. Ed è proprio questa frase, insieme al fatto che sia uno dei classici inglesi più famosi, che mi ha incuriosita e avvicinata alla lettura di Cime Tempestose. Ecco, dopo averlo fatto, posso affermare con certezza, che non è tra i miei preferiti.

Il romanzo si divide in due parti, due sezioni dove notiamo il netto cambiamento generazionale. La prima parte l'ho trovata estremamente lenta e pesante (e più violenta), rispetto alla seconda che ho notato essere più dinamica. La storia utilizza la struttura di un lungo racconto sottoforma di matriosca. Le voci narranti, difatti, sono due che ad un certo punto si incroceranno: Mr Lockwood, che racconta la storia di Nelly, la governante/tata, la quale a sua volta racconta la storia di Heathcliff e Catherine. 

"Se tutto il resto scomparisse e restasse solo lui, continuerei a esistere, ma, se tutto il resto restasse e lui svanisse, l'Universo diventerebbe per me una potenza estranea, di cui non sentirei di far parte." Il racconto si incentra sull'amore di Heathcliff per Catherine, una passione e un legame talmente forte da risultare distruttivo. Non solo per loro due, ma per tutti coloro che, purtoppo, li circonderanno. Il tema ricorrente sarà, infatti, la vendetta e la gelosia che divorerà l'animo di Heathcliff, e non solo, durante tutta la sua crescita. Quando infine anche questi due sentimenti si consumeranno, non rimarrà altro che scegliere l'unica via d'uscita possibile, la morte.

E voi? L'avete letto?

Valentina

giovedì 11 febbraio 2021

Madeline Miller: La canzone di Achille




 Avete mai visto Troy? Avete presente il famoso tallone d'Achille? Bene, dimenticatevi tutto ciò. Quello che troverete in questo capolavoro, non ha nulla a che fare con le leggende che molti di noi conoscono.

La storia segue le vicende di due ragazzi, prima amici, poi amanti e compagni di guerra. Un rapporto di affetto reciproco, amore e rispetto cresce pagina dopo pagina. Un amore sin da subito destinato a morire, destinato a diventare niant'altro che cenere sepolta in terra troiana. Un legame, però, talmente forte che li condurrà nell'Ade insieme, mano nella mano.

Madeline Miller si ispira a due poemi sacri quali l'Odissea e l'Iliade, allontanandosi dai racconti postomero che noi tutti conosciamo. Offre una visione più ampia del mito d'Achille al quale siamo abituati, incentrandosi sul legame tra Achille e Patroclo. Quest'ultimo sarà la voce narrante che ci accompagnerà nel lungo viaggio fatto di guerre, sacrifici e onore. 

Ogni mito, ogni personaggio viene spiegato in maniera semplice, chiara e dettagliata senza risultare lenta. La sua scrittura è riuscita a trasportarmi, senza neanche accorgermene seguivo questi due eroi crescere insieme, innamorarsi e sacrificarsi l'uno per l'altro.

Se siete amanti della letteratura classica e della mitologia dovete leggerlo. Farà male, ma ne sarà valsa la pena.

Voi cosa ne pensate?

Valentina

venerdì 5 febbraio 2021

Alessandro Baricco: Novecento





"A me sembra una bella storia, che valeva la pena di raccontare. E mi piace pensare che qualcuno la leggerà."

E l'ho fatto caro Ale. L'ho fatto e hai avuto ragione. È stata una bella storia. Mi hai trasportata in maniera semplice, mai banale e/o noiosa in uno spettacolare viaggio. 

Tra improbabili e molto curiosi personaggi, sbuca colui che poi darà il nome al monologo teatrale e al quale dedicheranno uno dei film italiani più celebri.

"Negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto" e ho visto dei personaggi fragili ma forti allo stesso tempo. Capaci di vivere per anni in mezzo all'Oceano con la paura nel cuore, la paura di una realtà più grande di loro. La paura di non farcela al di là di quella dannata scaletta che li divide dalla terra ferma, ma sempre con un pizzico di speranza nell'animo e l'America negli occhi.

La scrittura fluida e leggera mi ha accompagnata per tutto il monologo, il protagonista mi ha tenuta incollata alle pagine come stesse parlandomi in prima persona. Mi ha commossa ed emozionata fino alla fine.

"Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla" e allora a me non resta che ringraziare per averla raccontata.

E voi che ne pensate? L'avete letto?

                                                                                                   Valentina



 

Paulo Coelho: Il Diavolo e la Signorina Prym

"Si deve manifestare il Male, perché comprendano il valore del Bene."  Bene o Male. Quale dei due vincerà, chi il più forte? L...