mercoledì 31 marzo 2021

Jacques Prévert: Il Prévert di Prévert



L'opera è un'antologia di poesie tratte dalle raccolte più famose del poeta. Queste non sono state scelte da un'autore esterno, ma da Prévert stesso. Non ci è dato sapere in base a quale crieterio le ha scelte, probabilmente per gusto personale. 

Il volume si divide in tre parti: Paroles (parole); Spectacle (spettacolo) e La pluie et le beau temps (la pioggia e il bel tempo). Questi sono i tre titoli scelti e in tutti ritroviamo descrizoni della natura, le amicizie, gli amori, ma, soprattutto, Parigi. Quest'ultima predomina in quasi tutte le poesie. 

Personalmente, per quanto queste mi siano piaciute, il mio amore verso "Le foglie morte", non ha eguali. Ad ogni modo, c'è una poesia in particolare, all'interno di "Parole", che mi ha colpita profondamente e della quale mi sono immediatamente innamorata e che vorrei condividere con voi. 

Prévert scrive, in questo caso, dal punto di vista di una donna. E la descrive come una donna forte e intraprendente. 

"Sono fatta così
Se ho voglia di ridere
Rido come una matta
Amo colui che m’ama
Non è colpa mia
Se non è sempre quello
Per cui faccio follie

Sono quella che sono
Sono fatta così
Che volete ancora
Che volete da me

Son fatta per piacere
Non c’è niente da fare
Troppo alti i miei tacchi
Troppo arcuate le reni
Troppo sodi i miei seni
Troppo truccati gli occhi

E poi
Che ve ne importa a voi
Sono fatta così
Chi mi vuole son qui
Che cosa ve ne importa
Del mio proprio passato
Certo qualcuno ho amato
E qualcuno ha amato me
Come i giovani che s’amano
Sanno semplicemente amare
Amare amare…
Che vale interrogarmi
Sono qui per piacervi
E niente può cambiarmi".

Oltre a lei, e ad altre, c'è un'altra poesia che mi ha fatta impazzire particolarmente ed è "Fiori e corone", se non l'avete ancora letta, fatelo al più presto.

Voi che ne pensate? Le conoscevate?

Valentina


lunedì 29 marzo 2021

Vanessa Diffenbaugh: Le ali della vita



"Angela" dei The Lumineers, è una delle mie canzoni preferite in assoluto. In breve, parla di questa donna che fugge per non dover affrontare il suo passato, facendo infine ritorno, conscia del fatto che, dopo aver passato una vita intera cercando di scappare, è ora di fronteggiare i problemi. Questo romanzo, difatti, mi ha molto ricordato questo brano.

Dopo aver letto il suo primo libro: Il linguaggio segreto dei fiori, che tra l'altro vi consiglio di leggere perché è meraviglioso, sapevo che l'autrice non mi avrebbe delusa. Con il secondo ha superato le aspettative. Dire che mi è piaciuto, lo trovo riduttivo. Ho amato ogni singola pagina. 

Il romanzo affronta temi profondi senza farteli pesare, al contrario commuove e arriva dritto al cuore. "Mentre toglieva la busta dal cassetto, un biglietto azzurro svolazzò sul pavimento. Alex riconobbe immediatamente la scrittura del nonno e si chinò a raccoglierlo. Erano solo due righe, scritte al centro del foglio con una grafia minuta e ordinata: «Per il mio Alex. Fanne delle ali»" e Alex l'ha fatto. Dopo essere stato abbandonato a soli quindici anni da sua madre in piena notte, Alex prende in mano la situazione e si prende cura della sua sorellina. Quando finalmente Letty torna a casa, capisce che non solo ora è completamente sola, ma che dovrà, per la prima volta nella sua vita, essere seriamente una madre. 

Non avevo visto di buon occhio il suo personaggio all'inizio, ma più ci si addentra nella storia e più capiamo il suo punto di vista. Ovviamente non la sto giustificando, ma comprendo meglio quello che le passa nella mente. Era stata talmente in una bolla di vetro tutto il tempo, che non era pronta ad affrontare da sola quello a cui aveva dato vita. Più leggevo e più capivo come si sentisse. Letty non si sentiva abbastanza. Per quanto ci provasse, qualunque cosa facesse, non si sentiva all'altezza. E quando ti senti così, vorresti solo evadere per non dover far fronte a ciò che hai dentro.

Sarà scontato, ma l'amore vero, come in questo caso, quello tra una madre e i suoi figli, può essere la salvezza. 

Fan fact: ho scritto questa recensione ascoltando Angela. 

E voi? Lo conoscete?

Valentina


giovedì 25 marzo 2021

Kiera Cass: The Crown


"Avevo il potere e non avevo idea di come usarlo. Ero una regnante che non sapeva governare. Ero una gemella lasciata sola. Ero una figlia senza genitori. Avevo una mezza dozzina di pretendenti e non sapevo come fare a innamorarmi." Riprendiamo, per l'ultima volta, la storia di Eadlyn.

In "The Heir" l'avevamo lasciata in preda al panico, dopo la partenza della sua anima gemella per eccellenza: il suo gemello. In quest'ultimo capitolo ho trovato una principessa cambiata rispetto al precedente. Se nell'altro libro, era solo una ragazzina viziata e odiata da tutti, soprattutto da me, in questo capitolo conclusivo Eadlyn è finalmente cresciuta. È più matura e sicuramente più consapevole del ruolo che ricopre. 

Eadlyn è ancora alle prese con la Selezione, durante la quale dovrà scegliere il suo compagno di vita, così come suo padre aveva fatto vent'anni prima. Il tempo stringe e lei dovrà prendere una decisione il prima possibile, prima che qualcuno cerchi di rubarle il trono. 

Devo ammettere che mi ha sorpesa. Non avevo alte aspettative e invece no, l'ho gradito molto di più, rispetto al prequel, non solo per la protagonista, come già accennato, che si è fatta apprezzare, ma per la storia in sé. Ti trascina a tal punto da tifare per il tuo pretendente preferito, che tra l'altro non è stato il "vincitore", ma questo è un tasto dolente che non voglio, e non posso per evitare spoiler, toccare. È un susseguirsi di vicende, ti tiene con il fiato sospeso, è leggero e piacevole. Insomma se non si ha nulla da fare e si vuole sognare un po', allora fa al caso vostro.

E voi? Che ne pensate? 

Valentina

sabato 20 marzo 2021

Charles Bukowski: Taccuino di un vecchio porco



"La desolazione e il terrore, l'angoscia e il fallimento, le corse coi sacchi e le corse dei cavalli, tutta la nostra vita con le sue cadute e le sue ascese, facendo finta che tutto va bene, con le sue ghignate e i suoi singhiozzi"
Se mi dovessero chiedere di descrivere Bukowski in poche parole, citerei queste. Tratte da uno dei suoi libri più celebri, descrivono esattamente la sua essenza. Lui era questo, un uomo che denunciava la desolazione della vita e un'America povera e denigrata, a modo suo: ridendoci sopra. Era un amante delle corse dei cavalli, delle donne e dell'alcol. E in questo capolovoro c'è tutto ciò. 

Il libro è formato da note che nel '69 lo stesso autore fece pubblicare in una rivista settimanale riscuotendo abbastanza successo. Come lui stesso afferma la "selezione di quattordici mesi di lavoro", è una raccolta di mini racconti incentrate sulle sue passioni, citate prima, e non solo. Aneddoti ed esperienze di vita, lavori che terminavano immancabilmente in licenziamenti, ubriacature, sesso, litigi e incontri con scrittori e poeti dei suoi tempi.

"Quando tornai a casa con la mia bottiglia (...) brindai al sesso e alla follia. Poi me ne versai un altro, andai a letto tutto solo e lasciai che il mondo mi passasse accanto" Bukowski ancora una volta ci presenta la verità nuda e cruda, sicuramente può non piacere a tutti, ma lo fa con maestria e questo è innegabile. Racconta di una vita fatta di stenti, vissuta ai margini della società, una vita dove la povertà, l'emarginazione e il desiderio di morte la faceva da padrone; quando "C'era solo il sole a farti sentir bene ma bisogna prendere quel che capita".

"Affermi di avere spesso la sensazione d'esser pazzo. Cosa fai quando hai questa sensazione? -Scrivo poesie" Perché, alla fine, quando il tuo unico e fedele amico rimane l'alcol, non ti resta che trovare un buon motivo per svegliarti ancora una volta e Buk, per nostra fortuna, ce l'aveva. 

E voi? Che ne pensate?

Valentina

lunedì 15 marzo 2021

Frida Kahlo


"Frida Kahlo non dipinse mai i propri sogni. La sua pittura non è l'espressione né l'invocazione di un desiderio: Frida Kahlo dipingeva la propria realtà". Così inizia questo nuovo volume, della collana RBA, dedicata alle donne che hanno fatto la storia. 

Dopo aver letto quello dedicato ad Audrey Hepburn, splendidamento scritto, non potevo ignorare la terza uscita indirizzata a Frida Kahlo. Nonostante già conoscessi questa donna straordinaria, leggere la sua storia completa mi ha permesso di approfondire dettagli della sua vita personale e sociale che non conoscevo affatto. 

Il 6 luglio del 1907 nasce a CoyoacánMagdalena Carmen Frieda Kahlo y Calderón. Sin da subito suo padre noterà nella piccola Frida, una personalità completamente differente non solo dalle sue sorelle, ma anche dalle altre bambine della sua età. Fin da subito, infatti, si dimostrerà sveglia, curiosa e ribelle. A distanza di anni, possiamo assolutamente affermare che suo padre ci aveva preso in pieno. 

Attraverso numerose tappe, troveremo una Frida forte e coraggiosa nonostante i vari dolori che la vita le aveva riservato. A soli 6 anni viene colpita dalla poliomeliote, ma questo sarà solo una delle disgrazie che la colpiranno, difatti, nel '25 rimane coinvolta in un grave incidente d'autobus, il quale, però, grazie a sua madre, darà inizio a quello che è stato poi il fulcro centrale della sua vita e sua salvezza: la pittura. " Aveva scoperto che nella tristezza più profonda e nel più puro dei dolori poteva germinare qualcosa di meraviglioso: è appena nata Frida la sopravvissuta, Frida la pittrice". Grazie ad essa, e non solo, Frida Kahlo, riuscirà ad andare avanti durante le dure fasi della vita, come i due aborti, i vari tradimenti di colui che più amava al mondo, suo marito e la sua battaglia contro il maschilismo, che in quegli anni regnava più forte che mai. Un mondo, che allora, vedeva l'uomo come unica fonte di risorse in tutti i campi sociali e lavorativi. Mentre la donna era destinata a cucire, accudire i figli e fare faccende di casa. 

Questo volume in particolare, mi ha toccata personalmente, non solo per la lotta all'ugualianza dei generi, ma perché ho rivisto molto del mio carattere nella piccola Frida. A causa della malattia, veniva presa in giro dai suoi compagni di classe, tanto da emarginarsi e crearsi un'amica immaginaria con la quale giocare. Forunatamente, non sarà così per sempre. Proprio nella scuola dei suoi sogni, farà amicizia con un gruppo di ragazzi che la capiranno e vedranno in lei, non un soggetto strano, ma una persona strabiliante con una personalità eccentrica e un guardaroba all'altezza del suo modo di essere. 

Frida non era diplomatica, tutt'altro, era brusca e sincera e fu questo il suo mantra. Essere sinceri con chiunque, non perdendo mai la sua essenza. Era coraggiosa e ironica. Non ha mai perso il sorriso, anche quando era costretta a letto, anche quando ha dovuto lottare per rimanere in vita, anche quando l'alcol e la morfina erano il suo rifugio per non sentire dolore, lei non ha mai smesso di prendere la vita con allegria. Quell'allegria che contagiava tutti, amici e parenti, perfino infermiere e dottori. Quell'allegria che, per fortuna, non l'ha mai abbandonata, nemmeno al suo capezzale. "Il suo retaggio ci ricorda che in questo mondo «niente vale più della risata». 

E voi? L'avete letto?

Valentina

mercoledì 10 marzo 2021

José Saramago: Le intermittenze della morte

 


"Il giorno seguente non morì nessuno" Così inizia questo piccolo romanzo. 

In un paese dal nome sconosciuto, la morte decide di smettere di lavorare, perciò dal 31 dicembre, scoccata la mezzanotte, non morirà più nessuno. Bellissimo direte voi, ed è quello che pensavano anche i cittadini di questo paese, ma purtoppo non tutto ciò che luccica è oro. In molti, difatti, perderanno il lavoro come le pompe funebri e le compagnie d'assicurazione; nelle case di cura ci sarà un sovraffollamento di gente che continua ad invecchiare, ma non a morire; negli ospedali ci saranno persone in codizioni disastrose; persino le comunità religiose sono preoccupate, perchè in assenza di morte, non c'è resurrezione e se non c'è lei non può esserci il messaggio di salvezza dell'anima. Tutto questo trambusto farà nascere la "maphia", che con vari inganni riuscirà a guadagnare anche da una situazione assurda come questa. 

Sette mesi dopo, la morte torna al lavoro, ma con una piccola differenza. Tutti coloro che moriranno, riceveranno una lettera viola d'avviso, tutti tranne uno. Un violoncellista, al quale la morte consegnerà la lettera tre volte senza successo, perchè immancabilmente farà ritorno al mittente. Così la morte, in veste di donna, deciderà di andare a bussare alla sua porta per consegnargliela di persona.

Detto ciò, la trama è davvero interessante, perchè fa si che il lettore si interroghi su un tema considerato, il più delle volte, da tutt'altro punto di vista, il problema è stato lo svolgimento. La punteggiatura è quasi assente, le segnalazioni dei dialoghi inesistenti se non per la maiuscola ad inizio parola, non ci sono spazi tra un concetto e un altro e tanto altro ancora. L'ho trovato confusionario e dispersivo. L'autore stesso ci si presenta in varie occasioni giustificandosi per alcune scelte riguardo al cosa raccontare e cosa omettere. "Il fatto che abbiamo appena riferito è del tutto irrilevante per lo svolgimento della laboriosa storia fin qui narrata e non ne parleremo più, ma non abbiamo voluto, comunque, lasciarlo nel buio pesto".

Ciò che mi ha, per fortuna, spinta a finire di leggerlo è stata, come accennato prima, l'interessante trama. Dico per fortuna, in quanto ho amato il finale della storia. Inaspettato e bizzarro, ma del resto con una storia del genere, non poteva che essere altrimenti.

E voi? Che ne pensate? L'avete letto?

Valentina

venerdì 5 marzo 2021

Kiera Cass: The Heir



Dopo anni, ho finalmente rispeso una saga che, da adolescente, mi aveva affascinata. Sarà per le splendide copertine, per gli abiti e/o la storia d'amore, ma mi aveva conquistata. La saga in questione è quella di
The Selection. 

La storia si svolge dopo vent'anni dall'ultimo libro (The One). Ritroviamo America e Maxon, la cui storia d'amore mi aveva fatta sognare, questa volta però sono cresciuti e hanno quattro figli. La protagonista è la loro primogenita, quale futura erede al trono, Eadlyn. "Non sono capace di trattenere il fiato per sette minuti. Non arrivo neppure a uno. (...) C'è una cosa però, che sono riuscita a fare in sette minuti e che la maggior parte della gente troverebbe davvero impressionante: sono diventata regina. Sono venuta al mondo sette brevissimi minuti prima di mio fratello Ahren, così il trono che doveva essere suo è toccato a me". 

La situazione politica è migliorata, le caste sono state eliminate, ma il popolo è ancora inquieto. Per risollevarne il morale e distogliere l'attenzione dai problemi, pensano che una nuova Selezione è quello di cui hanno bisogno. C'è un piccolo problema, Eadlyn è contraria. "Una Selezione? -esplosi- Ma è una follia!" La principessa non ha alcuna intenzione di lasciare decidere agli altri della sua vita. Escogiterà quindi un piano, ma sarà dura tenergli fede. 

Il suo personaggio non mi ha fatta particolarmente impazzire, leggendo troviamo una futura regina antipatica e viziata, fredda e distaccata. Sin da subito ha degli atteggiamenti duri e un po' dittatoriali, ciò non farà altro che peggiorare la sua situazione. Il popolo di Illéa, infatti, non è un suo fan. 

Il romanzo non mi è dispiaciuto, è leggero e scorrevole, ma sicuramente non è come ricordavo. Di certo, il fatto che nel 2012 (data di uscita del primo) fossi molto più piccola, mi aveva aiutata a vederlo sotto tutt'altra prospettiva. Ora che sono leggermente cresciuta, l'ho trovato scontato e frivolo rispetto ai tre precedenti. Metto tutto nelle mani della serie tv che Netflix ha deciso di produrre, sperando non si rovini com'è successo con un'altra saga famosa quale The Fallen, ma questa è un'altra storia.

E voi? Che ne pensate?

Valentina

Paulo Coelho: Il Diavolo e la Signorina Prym

"Si deve manifestare il Male, perché comprendano il valore del Bene."  Bene o Male. Quale dei due vincerà, chi il più forte? L...